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Montarbu: è vera emergenza ambientale?

È da circa vent’anni che le amministrazioni che si sono succedute al governo del paese hanno eletto, ad emblema delle problematiche ecologico- ambientaliste, la ex cava di Montarbu.

Il quotidiano la “Nuova Sardegna” riporta la notizia del finanziamento concesso dell’Assessorato Regionale all’Industria di 210.000,00 euro, (pari a 420.000.000 milioni delle vecchie Lire), richiesti dalla precedente amministrazione, e di ulteriori 210.000,00 Euro, sempre concessi dal medesimo Assessorato Regionale, all’attuale amministrazione, (totale 840.000.000 milioni delle vecchie Lire).

Va messo in evidenza, che a seconda della posizione occupata in Consiglio, maggioranza o minoranza, le valutazioni sulla questione Montarbu hanno assunto e assumono posizioni diametralmente opposte. Gli interventi sul “ripristino ambientale” sono giudicati inutili se ci si trova all’opposizione e fondamentali se si è in maggioranza. Chi governa il paese, invece, dovrebbe avere come dovere prioritario la tutela della salute del cittadino che in paesi come i nostri è ancora possibile.

Ci teniamo a ribadire che il reale problema ambientale non è certo rappresentato dall’area di Montarbu. Quello che viene giudicato “problema” è di natura puramente visiva ma che ha una forte connotazione identitaria in quanto da tempo immemorabile veniva prodotto dell’ottimo materiale per la costruzione: la calce di Silanus. Dalla montagna, infatti, non fuoriescono fiumi carichi di Cadmio, come nel rio Piscinas (Miniere Montevecchio-Casarciu) che attraversa, contaminandole, le dune omonime, eredità dell’attività mineraria dell’azienda di Stato Eni, e tanto meno stagnano acque avvelenate da cianuro, arsenico, piombo e mercurio, come nella miniera “d’oro” di Santu Miali a Furtei su una superficie 530 Ha. Infatti a Montarbu vengono coltivate ortive biologiche…

Le Amministrazioni a Silanus mai hanno tenuto conto della vera emergenza ambientale rappresentata dal Rio Birdis, che per decenni ha attraversato un depuratore non funzionante, costato svariate centinaia di milioni di lire, veicolando i veleni degli scarichi fognari non trattati con grave danno per l’ecosistema e causando spesso la morte del bestiame che vi si abbeverava.

Oggi la vera emergenza ambientale è rappresentata sopratutto dalle discariche abusive disseminate in tutto l’agro, e la dannosa pratica dell’abbruciamento di plastiche con tutto quel che ne consegue: avvelenamento del suolo, dell’acqua e dell’aria.

Sottoponemmo il problema delle discariche con una interrogazione, la maggioranza assunse l’impegno di installazione di fototrappole come soluzione al problema. Non siamo a conoscenza se effettivamente le fototrappole siano state installate. Le uniche iniziative intraprese sono state: adesione alla giornata “ecologica” di Legambiente e il posizionamento di cartelli che, al di la dell’aspetto ilare, hanno lasciato tutto invariato, infatti le discariche da noi segnalate sono quotidianamente arricchite da nuovi rifiuti.

Uno spaccato delle condotte lesive verso l’ambiente è visibile nel ponte del Rio S’Abba Lechita. Le foto allegate a fondo pagina sono molto esaustive.

Un fruttuoso inizio, per la soluzione del problema, secondo il nostro punto di vista, potrebbe essere quello di coinvolgere tutti, partendo dalle scuole di più basso grado, gli operatori economici del territorio e gli organismi preposti alla vigilanza ambientale, affidare a studiosi della materia la stesura di progetti duraturi nel tempo da inserite a sistema con i Comuni del circondario per parlare, far conoscere e sensibilizzare affinché si adottino, “normalmente”, azioni non lesive verso l’ambiente. Battersi per l’ottenimento di finanziamenti in tal senso è FONDAMENTALE e DOVEROSO in quanto la risorsa ambiente sarà quella che garantirà il futuro delle nuove generazioni.

Località S’Abba Lechita
Località S’Abba Lechita

Consiglio Comunale del 27-09-2017

Il 27 settembre 2017 presso l’aula consiliare “G.Fiori” si è svolto il Consiglio Comunale.

Prima di aprire la seduta viene votata a maggioranza la proposta presentata dal Capo Gruppo di maggioranza, Zolo, di voler inserire come ordine del giorno un documento di solidarietà nei confronti del popolo catalano.

Per una semplificazione di lettura verrano elencate prima le cose per cui abbiamo votato a favore con una piccola descrizione, dove non c’è stato il bisogno di una discussione, poi gli altri punti all’ordine del giorno.  

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Resoconto consiglio comunale del 11.11.2016

Venerdì 11 novembre scorso prima seduta di Consiglio comunale a distanza di oltre 3 mesi dal precedente; ferie lunghe, si spera almeno proficue.

Seduta attesa per la presentazione e discussione delle linee programmatiche del Sindaco e della nuova Giunta; le 5/6 pagine che hanno richiesto circa 100 giorni di elaborazione, son state scorse e commentate dal Sindaco in maniera abbastanza frettolosa e, almeno dal nostro punto di vista, con scarso entusiasmo e convinzione; ma può darsi sia stata solo una nostra impressione.

Fra le altre, anche la rituale apertura verso la minoranza consiliare con una dichiarata disponibilità alla collaborazione. Aldilà della cortesia istituzionale, offrendo la collaborazione bisognerebbe iniziare a uscire dalla formula di rito buona per un giorno e corredare l’offerta verbale anche con pochi e semplici fatti; a titolo di esempio concreto, abbiamo proposto per l’ennesima volta l’istituzione delle Commissioni consiliari; uno strumento di consultazione previsto da Statuto e regolamento proprio per creare piccoli gruppi di lavoro misti tra consiglieri e coltivare quel clima di fiducia, analisi e soluzione dei problemi cercando sempre la massima condivisione.

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