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Nota dell’ISDE – Domenico Scanu

Domenico-ScanuIl dottor Domenico Scanu è il nuovo presidente dell'ISDE, l'organizzazione dei medici per l'ambiente, prende il posto del compianto Vincenzo Migaleddu, recentemente scomparso. Domenico ha avuto ed ha in cura moltissimi malati di tumore della nostra zona, quando parla di queste malattie sa esattamente di cosa si tratta, sa come curarle, sa che non sempre le cure hanno successo e sa anche quali sono le cause che favoriscono la loro insorgenza.

Riportiamo integralmente la nota che il dottor Scanu ha diffuso all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato, sentenza che riavvia l'iter per la costruzione del nuovo inceneritore di Tossilo.

“Il diritto alla salute è il diritto a vivere sani, non quello di curarsi” (V. Migaleddu)

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Ma prevenire è meglio che curare…. è ancora di attualità?

ISDE con amarezza prende atto della sentenza del Consiglio di Stato del 6 Luglio 2017 (che ha ribaltato la sentenza del TAR di Luglio 2016 sull’inceneritore di Tossilo dando cosi il via libera al nuovo inceneritore) e ribadisce a tutti che, nelle sue Osservazioni alle procedure VIA (Ottobre 2014), aveva affermato che “l’inceneritore proposto per Tossilo, avrebbe aumentato comunque la quantità degli inquinanti nonostante le migliori tecnologie impiegate determinando un incremento degli impatti ambientali e sanitari nel territorio circostante. ISDE aveva osservato inoltre il preoccupante andamento temporale dell’incremento del tasso di mortalità generale in entrambi i sessi oltre che, per tutte le cause, per patologie tumorali e cardiovascolari nel distretto di Macomer.

Continua a lasciare perplessi che varie istituzioni tra cui quelle deputate alla tutela della salute non colgano questo semplice ragionamento. Noi, nonostante le conclusioni dell’iter amministrativo, alla luce delle evidenze scientifiche prodotte a livello nazionale ed internazionale, non possiamo permettere di attendere una ennesima conta dei morti (magari dal promesso Registro Tumori Regionale) per decidere tra altri venticinque anni se è il caso di continuare con l’incenerimento o assumere soluzioni alternative sia a Tossilo che a Macchiareddu o altrove. Non vogliamo che il carico di sofferenze, di malattia e morti che attanaglia la Sardegna e sostenuto dalle criticità ambientali, si esasperi ulteriormente con l’incenerimento dei rifiuti, pratica assolutamente da bandire, mentre dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.

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La lettera dell’onorevole Daniela Forma

La consigliera Daniela Forma scrive a tutti i consigli comunali del Marghine chiedendo di far sentire la propria voce sulla vicenda Tossilo ed in particolare sul progetto di far confluire al nuovo inceneritore di Tossilo i rifiuti di mezza Sardegna.

Cogliamo l'occasione per informare la consigliera Forma che il Consiglio Comunale di Silanus, con la maggioranza rappresentata dal suo partito, non ha nulla in contrario alla realizzazione del nuovo inceneritore, secondo gli intendimenti della Giunta Pigliaru.

Come siano arrivati a questo cambiamento di fronte dovrebbe chiederlo agli esponenti della lista che ha sostenuto alle ultime elezioni.

Pubblichiamo di seguito la lettera di Daniela Forma.


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Ma Pigliaru, conosce Lavoisier?

lavoisierIeri, sabato 29 ottobre 2016, nonostante la bellissima giornata autunnale, tirava un aria irrespirabile davanti all’inceneritore di Tossilo, un fetore pestilenziale dovuto alla lavorazione dell’umido, ma come ho detto nel mio intervento non è certo quella puzza il peggior danno per l’ambiente.

Dal piazzale dell’inceneritore di potevano notare i capannoni della zona industriale, dove negli ultimi vent’anni sono ricaduti almeno un milione di tonnellate di fumi, vapore acqueo insieme a tutti quei gas, più o meno venefici ed ai particolati usciti dal camino.

A Tossilo dopo la chiusura delle grandi industrie sono rimasti gli impianti che lavorano i prodotti dell’allevamento e della pastorizia: carne, latte, formaggi e sottoprodotti, ma anche cereali e farine, mangimi, prodotti ortofrutticoli, magazzini di alimentari.

È davvero salubre e compatibile la convivenza di un impianto di incenerimento con le produzioni agricole ed agroindustriali?

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I nostri soldi per difendere il nostro territorio

environmentalHo appena eseguito il mio bonifico in favore di questa causa. L'aspetto aberrante di questa vicenda, come altre analoghe in difesa del nostro territorio e della nostra salute è che siamo noi cittadini a lottare con i nostri limitatissimi mezzi economici contro la pubblica amministrazione che invece di tutelarci ci tassa con tariffe assurde, quelle per i rifiuti sono tra le più alte d'Italia e sperpera i soldi pubblici in investimenti non solo insalubri ma anche antieconomici.

Com'è noto il TAR ha emesso una sentenza contro la realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo ravvisando tutta una serie di illegittimità, per tutta risposta la Giunta Regionale e il Consorzio Industriale di Macomer ricorrono al Consiglio di Stato per cercare di ribaltare la sentenza, col piccolo particolare che le spese del giudizio non le pagano di persona i ricorrenti, ma alla fine, vada come vada, le pagheremo comunque noi cittadini. Cornuti e mazziati!

Succede così che ho speso – abbiamo speso – per tutelare la legalità di tutti, contro una classe politica inetta e corrotta, per fare ricorsi contro Abbanoa, contro la legge elettorale-truffa regionale e adesso anche per continuare a difenderci da questo scellerato inceneritore di Tossilo.

Di seguito le istruzioni per chi volesse partecipare.

 


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