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Discariche abusive: la vera emergenza ambientale.

Pubblichiamo le immagini di altre due discariche abusive presenti nel nostro territorio.

La prima discarica si trova in località “Marigosu – S’Ispadule”. Percorrendo la strada montana che porta a “Prunas”, superato l’accesso a sinistra per “Lettu Camposu” e le due curve successive, sul lato destro direzione Nord Ovest, dal ciglio della strada si può “ammirare” la varietà di materiali smaltita illegalmente.

La seconda, continuamente arricchita da materiali di ogni genere e periodicamente data alle fiamme quale strumento di “bonifica”, si trova nel ponte della ex SS 129 direzione Nuoro sul lato sinistro oltre l’ingresso per il sentiero che conduce al Nuraghe “Orolio”. Il danno, oltre che ambientale, è anche d’immagine, considerato che chiunque si rechi a visitare l’area archeologica si trovi sotto gli occhi questo scempio.

E’ nostro dovere fare denuncia di un problema ignorato e che riguarda tutta la Sardegna, nella speranza che vi sia la doverosa presa d’atto da parte dei politici e di tutti gli organismi competenti per affrontare con i giusti strumenti una situazione in continua degenerazione.

Montarbu: è vera emergenza ambientale?

È da circa vent’anni che le amministrazioni che si sono succedute al governo del paese hanno eletto, ad emblema delle problematiche ecologico- ambientaliste, la ex cava di Montarbu.

Il quotidiano la “Nuova Sardegna” riporta la notizia del finanziamento concesso dell’Assessorato Regionale all’Industria di 210.000,00 euro, (pari a 420.000.000 milioni delle vecchie Lire), richiesti dalla precedente amministrazione, e di ulteriori 210.000,00 Euro, sempre concessi dal medesimo Assessorato Regionale, all’attuale amministrazione, (totale 840.000.000 milioni delle vecchie Lire).

Va messo in evidenza, che a seconda della posizione occupata in Consiglio, maggioranza o minoranza, le valutazioni sulla questione Montarbu hanno assunto e assumono posizioni diametralmente opposte. Gli interventi sul “ripristino ambientale” sono giudicati inutili se ci si trova all’opposizione e fondamentali se si è in maggioranza. Chi governa il paese, invece, dovrebbe avere come dovere prioritario la tutela della salute del cittadino che in paesi come i nostri è ancora possibile.

Ci teniamo a ribadire che il reale problema ambientale non è certo rappresentato dall’area di Montarbu. Quello che viene giudicato “problema” è di natura puramente visiva ma che ha una forte connotazione identitaria in quanto da tempo immemorabile veniva prodotto dell’ottimo materiale per la costruzione: la calce di Silanus. Dalla montagna, infatti, non fuoriescono fiumi carichi di Cadmio, come nel rio Piscinas (Miniere Montevecchio-Casarciu) che attraversa, contaminandole, le dune omonime, eredità dell’attività mineraria dell’azienda di Stato Eni, e tanto meno stagnano acque avvelenate da cianuro, arsenico, piombo e mercurio, come nella miniera “d’oro” di Santu Miali a Furtei su una superficie 530 Ha. Infatti a Montarbu vengono coltivate ortive biologiche…

Le Amministrazioni a Silanus mai hanno tenuto conto della vera emergenza ambientale rappresentata dal Rio Birdis, che per decenni ha attraversato un depuratore non funzionante, costato svariate centinaia di milioni di lire, veicolando i veleni degli scarichi fognari non trattati con grave danno per l’ecosistema e causando spesso la morte del bestiame che vi si abbeverava.

Oggi la vera emergenza ambientale è rappresentata sopratutto dalle discariche abusive disseminate in tutto l’agro, e la dannosa pratica dell’abbruciamento di plastiche con tutto quel che ne consegue: avvelenamento del suolo, dell’acqua e dell’aria.

Sottoponemmo il problema delle discariche con una interrogazione, la maggioranza assunse l’impegno di installazione di fototrappole come soluzione al problema. Non siamo a conoscenza se effettivamente le fototrappole siano state installate. Le uniche iniziative intraprese sono state: adesione alla giornata “ecologica” di Legambiente e il posizionamento di cartelli che, al di la dell’aspetto ilare, hanno lasciato tutto invariato, infatti le discariche da noi segnalate sono quotidianamente arricchite da nuovi rifiuti.

Uno spaccato delle condotte lesive verso l’ambiente è visibile nel ponte del Rio S’Abba Lechita. Le foto allegate a fondo pagina sono molto esaustive.

Un fruttuoso inizio, per la soluzione del problema, secondo il nostro punto di vista, potrebbe essere quello di coinvolgere tutti, partendo dalle scuole di più basso grado, gli operatori economici del territorio e gli organismi preposti alla vigilanza ambientale, affidare a studiosi della materia la stesura di progetti duraturi nel tempo da inserite a sistema con i Comuni del circondario per parlare, far conoscere e sensibilizzare affinché si adottino, “normalmente”, azioni non lesive verso l’ambiente. Battersi per l’ottenimento di finanziamenti in tal senso è FONDAMENTALE e DOVEROSO in quanto la risorsa ambiente sarà quella che garantirà il futuro delle nuove generazioni.

Località S’Abba Lechita
Località S’Abba Lechita

Silanus: le discariche, un problema sempre attuale.

Riassumere la situazione ambientale dell’agro, ma in generale di tutto il territorio del Comune di Silanus, non è facile. Lungo le strade, preferibilmente dentro i cavalcafossi e/o pozzetti su cui confluiscono le acque bianche di scolo, si trova di tutto, in periferia vi sono discariche abusive e viene regolarmente bruciata la plastica e altri rifiuti speciali aggiungendo veleni come se non bastassero a quelli che a piene mani disperde nell’ambiente l’inceneritore di Tossilo.

È appena il caso di sottolineare, considerato che finalmente l’ambiente ha la giusta importanza non solo nella società ma in molti programmi didattici e chiunque oggi è paladino (spesso solo a parole) della tutela dell’ambiente, che la catena alimentare è composta dall’ambiente nel suo insieme e quindi l’acqua, la terra, l’aria che devono essere protette come la risorsa primaria imprescindibile per la qualità della vita di ognuno.

Abbandonare i rifiuti lungo le strade oppure smaltirli in forma non regolare, creare discariche abusive, suscita invece un’attrazione irresistibile incomprensibile. Paghiamo un servizio, i rifiuti vengono ritirati a domicilio anche quelli più ingombranti. Perché ci si ostina a smaltire illegalmente tutto ciò che viene prodotto come rifiuto all’interno delle abitazioni ma anche fuori, basta pensare alla fine che fanno i resti dei cosiddetti “spuntini” montani, campagnoli e marini. Imbustati e abbandonati ovunque. Evidentemente l’attrazione all’abbandono dei rifiuti esercita un fascino particolare di cui non si comprende la ragione.

In ultimo considerato che L’Amministrazione Comunale è tenuta a garantire gli interessi pubblici primari di cui è istituzionalmente garante, quali il bene della salute pubblica; ai sensi dell’art. 50, comma 5°, T.U. 267/00, è necessario adottare tutti i provvedimenti utili e necessari per garantire la salvaguardia della salute e dell’ igiene pubblica.

Si potrebbero copiare le attività che molti comuni stanno attuando in materia di lotta all’abbandono dei rifiuti (Vedi Comune di Mamoiada): incrementare il controllo e le multe per reato ambientale , installare dei sistemi di video sorveglianza , adottare insomma tutti gli strumenti per combattere il problema che non è soltanto una violazione del senso civico (per fortuna non della maggioranza dei cittadini) ma una violazione di norma giuridiche che hanno le relative sanzioni.