Una doverosa spiegazione

unnamedEravamo rimasti che mi sono dimesso da consigliere comunale. Intanto ringrazio quanti e siete in tanti, mi hanno rivolto un attestato di stima a volte accompagnato da un garbato disappunto, per la decisione di lasciare il posto ai miei compagni di lista.

Per tutto questo e anche perché l’avevo promesso, è doveroso spiegare meglio questo gesto.

In realtà per quanti hanno seguito il percorso che ha portato alla formazione di questa lista non c’è stata alcuna sorpresa, poiché in caso di mancata vincita avevamo stabilito che ci sarebbe stato l’avvicendamento, onde permettere anche ai meno votati di fare esperienza di consiglio. Tutto ciò che abbiamo fatto è pubblico e pubblicato, ma vale la pena ricordarlo.

Il sottoscritto aveva ripetutamente dichiarato di non essere disponibile a fare due mandati consecutivi, nonostante ciò, era stato invitato alla riunione per la costituzione della cosiddetta lista unitaria, ribadendo la sua netta contrarietà a fare una lista tra opposizioni e maggioranza che ancora sedevano in consiglio comunale.

La contrarietà è stata ancora più netta quando è stato espresso e ribadito il concetto che nel paese ormai non c’era più abbastanza gente disponibile a candidarsi perché stufa della politica (sic!), ma sopratutto in questo modo si sarebbe sbarrata la strada al terzo mandato per Luigi Morittu, osteggiato da parte del suo stesso Partito Democratico, dal Partito dei Sardi, dai Rossomori e da ciò che restava di Insieme per Silanus.

Per un certo periodo siamo tornati in pista anche noi, come ex-gruppo “Indipendentes pro Silanus”, ma solo per un eventuale accordo col Partito dei Sardi, con la netta pregiudiziale che il sindaco doveva essere il nostro, poiché non avremmo tollerato la dipendenza del primo cittadino da quel partito.

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Dimissioni di Angelo Morittu

In data odierna ho rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Come riportato sulla lettera di dimissioni, non esiste altra motivazione se non gli accordi interni alla lista LiberaMente Silanus che prevedevano, in caso di mancata vittoria, le dimissioni in favore di altri compagni di lista previo periodo di affiancamento.

Sei anni tra i banchi dell'opposizione sono più che sufficienti per maturare una discreta esperienza, adesso è giusto che anche gli altri facciano questa impagabile esperienza.

Sono sicurissimo che tutti i compagni del gruppo saranno in grado di svolgere benissimo il ruolo che gli compete, quanto e meglio del sottoscritto.

Non siederò più tra i banchi del Consiglio Comunale, ma Il mio impegno all'interno del gruppo di supporto ai nostri consiglieri eletti non verrà certo a mancare.

Donatella Cherchi sarà la nuova coordinatrice del gruppo consiliare LiberaMente Silanus, al mio posto subentrerà Gian Battista Tola.
 
Un caloroso augurio di buon lavoro a tutti!

Dimissioni da consigliere comunale

Interrogazione circa lo stato di abbandono della costruzione de Su Lacheddu

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Così si presenta oggi il rifugio montano de Su Lacheddu. Uno scatolone di cemento abbandonato alla mercè di vandali e animali più o meno selvatici. I lavori sono fermi da quattro anni, il tempo passa e al momento non è dato sapere se e quando verranno ripresi i lavori e sopratutto per farci cosa.

Già dalla passata amministrazione, più nessuno sembra credere in quell'ambizioso progetto con centro ristoro, bar, camping, area campers e tre persone occupate sia pur in part-time.

Con la nostra interrogazione intendiamo sapere da questa amministrazione cosa intendono fare, chiudere tutto in attesa di tempi migliori sarebbe una soluzione pilatesca per lasciare l'incompiuta ai futuri amministratori.

Completare i lavori senza sapere se ci sarà mai qualcuno disposto a custodire e far funzionare la struttura, col rischio di lasciarla in balia di ladri e vandali, potrebbe rivelarsi un ulteriore spreco di risorse pubbliche.

In mancanza di idee e progetti realizzabili, non sarebbe da scartare l'idea di abbatterla e ripristinare lo stato naturale dei luoghi.

Sono queste le domande che rivolgiamo a Sindaco e Giunta, con la seguente interrogazione.

 

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Aneddoto buffo n°1

(Breve storia divertente, anzi ridicola)

Sei anni fa cominciai la mia esperienza politica in seno al consiglio comunale di Silanus, ma l’esordio non fu dei più semplici.

La cosa non venne presa tanto bene, specialmente dai miei amici della cosiddetta “sinistra silanese”. In un mercato politico fossilizzato da quarant’anni di schieramenti ben definiti , con le sempre solite persone che disegnano le liste, l’affacciarsi di un outsider, fuori da quelle logiche con una lista di persone totalmente nuove e fuori da quegli schemi, poteva complicare la vittoria del PD che comunque con la saldatura con l’area popolare degli ex-margheritini non avrebbe dovuto avere, come non ebbe, alcun problema a vincere le elezioni.

Ma si sa, per conquistarsi un seggio bisogna prendere i voti casa per casa e fu così che alcuni sciocchi esponenti del PD silanese, sottolineo alcuni poiché nel PD ci sono anche persone in gamba, ci regalarono tanti graziosi epiteti, specialmente il sottoscritto, a causa del suo indipendentismo diventò “leghista” (nel gergo dei piddini è il massimo insulto. NdA), era quello che rubava i “loro” voti per favorire la destra, era l’ateo e anticlericale che voleva diventare sindaco. Il sindaco si sa, come il maresciallo, il medico condotto, la maestra e il farmacista deve essere cattolico fervente, altrimenti che sindaco è!

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Accoglienza Migranti, Toponomastica e Rifiuti Radioattivi

radioactive_waste-240x30023 giugno 2017, seduta di consiglio comunale, tutta politica, così l’ha giustamente definita il nostro sindaco.

Tre i punti politici all’ordine del giorno: l’adesione di Silanus allo S.P.R.A.R., il cambio di denominazione delle vie comunali intitolate ai regnanti sabaudi, la mozione contro lo stoccaggio di rifiuti radioattivi nel territorio del Marghine.

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Questione Migranti. S.P.R.A.R. acronimo di Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati, prevede progetti di micro-accoglienza diffusa presentati dagli EELL in maniera tale da offrire una qualità di accoglienza maggiore rispetto a quella dispensata dalle grandi strutture.

Sulla carta tutto giusto e bello, se aggiungiamo anche che i comuni aderenti alla rete S.P.R.A.R. godono della cosiddetta “clausola di salvaguardia”, ossia la garanzia offerta dallo stato che: "rende esenti dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” quei Comuni che appartengono alla rete S.P.R.A.R. o che hanno manifestato la volontà di aderirvi.

La “clausola di salvaguardia” deve applicarsi nella misura in cui il numero di posti S.P.R.A.R. soddisfi la quota di posti assegnata (a ciascun Comune) dal Piano Nazionale di ripartizione richiedenti asilo e rifugiati".

Ma perché l’Unione dei Comuni del Marghine ha deciso, già dallo scorso anno, di aderire allo S.P.R.A.R.?

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Non vogliamo i rifiuti radioattivi nel nostro territorio

Lo vediamo tutti, da anni il Marghine sta diventando l'immondezzaio della Sardegna e non solo. Abbiamo sopportato di tutto, inceneritori, discariche, fabbriche abbandonate piene di amianto, le macerie dell'arsenale La Maddalena.

L'ultimo arrivo è un carico di materiale radioattivo (certificato), stoccato nella discarica di Bolotana. Davanti a queste notizie, abbiamo diverse opzioni: possiamo minimizzare il problema, cosa sono 600 kg di Radio226?

Possiamo accettare questi rifiuti tossici perché muovono un po' di economia, potremmo semplicemente fregarcene perché non capiamo nulla di queste cose complicate.

Abbiamo invece deciso di muoverci politicamente e di opporci a questo sistema perverso che riversa nelle zone più depresse e marginali i rifiuti tossici prodotti altrove, il nostro impegno politico ci obbliga a lasciare alle nuove generazioni un mondo possibilmente migliore di quello che abitiamo. Che diamine di eredità costituirebbero questi rifiuti che emettono radiazioni per almeno 1600 anni?

Presenteremo pertanto in Consiglio Comunale una mozione di dissenso verso l'ennesima scelta scellerata in spregio al nostro territorio.

Mozione_-_Rifiuti_Radioattivi.01


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Cancellare i Savoia dalle nostre vie

La revisione della toponomastica comunale non è propriamente una di quelle che definiamo "urgenze amministrative", tuttavia è pur sempre una di quelle cose importanti che bisogna pur fare.
Nella mozione che abbiamo depositato in data odierna, facciamo riferimento anche alla "funzione pedagogica" della topomastica, ossia all'esempio positivo che i personaggi o le circostanze ricordate nelle targhe stradali vogliono pubblicamente offrire, specialmente ai più giovani.

Con la nostra mozione proponiamo al Consiglio Comunale di Silanus di cancellare dalle nostre vie, a cominciare dal Corso Vittorio Emanuele, i riferimenti ai regnanti sabaudi che tanti disastri hanno provocato in Sardegna ed all'Italia, specialmente nel meridione. Non si tratta di cancellare la nostra storia, la storia nel bene e nel male rimane.

Quello che si vuol fare è di rimuovere i riferimenti a personaggi ed eventi nefasti con esempi positivi, tali sono stati per esempio l'impegno civile di Franco Pintus o le splendide carriere artistiche di Frantziscu Mura e Marieddu Masala. Ma a Silanus, in Sardegna e nel mondo abbiamo certamente anche altri personaggi degni di sostituire nelle targhe delle nostre vie i sovrani sabaudi.

Discuteremo la mozione nella prossima seduta di consiglio.

Mozione_-_revisione_toponomastica.01

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Opus incertum

Consiglio Comunale def294-01l 21 aprile 2017. Si è discusso di bilancio e opere pubbliche per il triennio 2017-19.

In perfetta continuità, anche lessicale, con la precedente consiliatura il piano triennale delle opere pubbliche è stato definito “libro dei sogni” e i sogni, si sa, non si discutono ma si dissolvono al risveglio.

Ormai i nostri consigli comunali si svolgono come una specie di funzione religiosa, dove il sindaco e giunta officiano la messa e poi si vota senza tante chiacchiere, fatti salvi – ovviamente – gli interventi del nostro gruppo di minoranza che si documenta e interviene regolarmente, a questo proposito è facile immaginare come sarebbero stati i consigli comunali senza la minoranza, visto che ad oggi diversi consiglieri non sono mai intervenuti e probabilmente anche nei prossimi quattro anni si limiteranno ad alzare e abbassare la manina.

Ma molto più plausibilmente, visti i numeri, non ci sarebbe stato alcun consiglio comunale e avrebbe deciso tutto il commissario prefettizio.

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Bona Die a totus sos sardos!

shipSono ancora troppi i sardi che ignorano cosa si festeggi il 28 aprile, ma anche quelli che lo sanno spesso si interrogano sulla reale portata di quei fatti. Grandi o piccoli che siano stati, restano comunque una pagina significativa della nostra storia, quella storia che ahinoi abbiamo – o ci hanno – rimosso e sostituito con la storia d'altri.
La breccia di Porta Pia, le cinque giornate di Milano o le più recenti quattro giornate di Napoli sono probabilmente più conosciute del lungo periodo rivoluzionario vissuto dai sardi.
Conosciamo gli "eroi del risorgimento italiano", ma non conosciamo nulla delle centinaia di persone che si non battute contro la tirannide piemontese e italiana negli ultimi due secoli.
Accadde che il
28 aprile 1794 i sardi imbarcarono e rispedirono in Piemonte tutto l'apparato parassitario sabaudo. Li rispedirono da dove erano venuti con tutti i beni che avevano accumulato, li rispedirono a casa loro evitando di infierire su di essi.

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Venerdì 7 aprile 2017 – Francesco Casula a Silanus

Francesco-Casula-storicoVenerdì 7 aprile 2017, alle ore 17:30 presso l’auditorium comunale di Silanus, il gruppo politico LiberaMente Silanus organizza la presentazione del libro “Carlo Felice e i tiranni sabaudi” di Francesco Casula, editore Grafica del Parteolla.

Il libro documenta in modo rigoroso la politica dei Savoia, sia come sovrani del regno di Sardegna (1726-1861) che come re d’Italia (1861-1946).

La loro politica, con le funeste scelte (economiche, politiche, culturali) “ritardò lo sviluppo di quasi cinquant'anni, con conseguenze non ancora compiuta­mente pagate”: a scriverlo è il più grande conoscitore della Sardegna sabauda, lo storico Girolamo Sotgiu.

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