Voto utile, utile a chi?

Finalmente anche questa (brutta) campagna elettorale si avvia al termine, quindi fra qualche giorno avremo un governo regionale nuovo di zecca, o quasi.
La legge elettorale regionale, calibrata in base al vecchio bipolarismo PD-Forza Italia, favorirà i due schieramenti più grandi lasciando le briciole agli altri, per giunta solo due dei sette candidati presidente entreranno in consiglio, tutti gli altri resteranno inesorabilmente fuori.
Come se non bastasse anche la riduzione da ottanta a sessanta seggi contribuirà a limitare la rappresentanza non solo dei territori, ma anche delle idee.
Sarà curioso osservare anche come funzionerà la doppia preferenza di genere.
C’è da scommettere che anche questa volta a causa della macchinosità dell’attribuzione dei seggi, ci saranno ricorsi e contro-ricorsi e prima di avere la proclamazione definitiva degli eletti potranno passare diverse settimane.
Tornando sul nostro territorio, due argomenti particolarmente importanti sembra non interessino un granché i nostri candidati, molto più impegnati a guadagnarsi l’agognato seggio con sorrisi e impegni di ogni genere che non a spiegare cosa intendano fare sul fronte dell’acqua pubblica e della gestione dei rifiuti. Continua a leggere

La Nuova Sardegna del 16-02-2019

Nuovo inceneritore, cantiere sequestrato

La procura di Oristano chiude i lavori nella zona industriale di Macomer e acquisisce documenti e referti a Nuoro di Giulia Serra

MACOMER. I lavori per la costruzione del nuovo inceneritore di rifiuti di Tossilo sono stati sospesi. Ieri mattina, poco prima delle 9, su mandato della procura di Oristano, la polizia di Stato ha fatto visita al cantiere e ha proceduto al suo sequestro temporaneo. Un colpo di scena che riapre una vicenda che, dopo aver dominato per anni il dibattito pubblico di tutto il territorio e, con tinte più decise, quello macomerese, sembrava essersi chiusa dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato. Se la conclusione della lunga disputa amministrativa sembrava aver spianato di fatto la strada alla conclusione dei lavori e all’apertura del nuovo impianto, lo stop, seppur temporaneo, ai lavori giunge oggi dalla procura. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti vi sarebbero alcuni elementi contenuti nella Valutazione d’impatto ambientale, procedura approvata dalla Regione il 27 marzo del 2015 e con la quale si è dato il via libera definitivo alla realizzazione del nuovo forno che dovrebbe bruciare 60 mila tonnellate di rifiuti all’anno nel sito della zona industriale di Macomer.

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Su Lamentu de Su Pastore

Ero un giovane studente dell’Agrario di Nuoro nel 1977/78 quando ebbi il primo contatto con le lotte e gli scioperi per il prezzo del latte. La colonna sonora di quegli anni era “Su lamentu de su pastore” del Gruppo Rubanu. Una musicassetta dove ogni brano era un inno alla rivolta contro l’occupazione militare, la lotta contro l’imperialismo e le vertenze contro gli industriali che lucravano sui prodotti della nostra terra, principalmente il latte. Insomma la rivendicazione per un’equa remunerazione dei nostri prodotti è una cosa molto antica, iniziata già all’indomani dell’insediamento dei primi grandi caseifici oltre un secolo fa.

Anche stamattina ho fatto un salto al bivio di Silanus dove i pastori hanno replicato il rito del rovesciamento del latte per terra, un gesto talmente estremo che ormai non può lasciare indifferente nessuno. Non so più con quante di queste lotte ho solidarizzato negli ultimi anni, dai pastori, ai cerealicoltori, ai bieticoltori, ai coltivatori di pomodori e carciofi, ai serricoltori strozzati dai mutui, ai produttori di Arborea contro le trivelle della Saras, fino ai pastori malmenati dalla polizia in Italia.

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Articolo su La Nuova Sardegna del 6-2-2019

Se la nostra uscita pubblica, per quanto dura, voleva rappresentare un problema politico e sollecitare il sindaco a farsene carico, la sua risposta è stata piuttosto deludente nel merito e nella forma, ma perfettamente in linea col suo stile, condita con l’offerta beffarda dei pasticcini per fare pace.
Noi non siamo in guerra con nessuno, vorremmo solo poter esprimere le nostre opinioni senza disturbi e poter consultare la documentazione, visitare i locali comunali ed espletare il nostro mandato senza filtri e limitazioni pretestuose.
Ci sembra il minimo “sindacale” non negoziabile con quattro pasticcini.

COMUNICATO n. 1-2019

“… noi, gruppo di maggioranza, siamo fermamente convinti che possiamo governare al meglio il nostro paese, ma per farlo, oltre la necessaria e preziosa collaborazione della minoranza, riteniamo siano essenziali l’aiuto e la collaborazione di tutti”.

Questo è l’incipit delle dichiarazioni programmatiche lette e scandite dal neo Sindaco, nel corso della prima vera riunione del Consiglio Comunale dall’insediamento, l’undici novembre del 2016.

Parole e propositi attentamente ponderati e distillati dopo una lunga gestazione, arrivati a diversi mesi dall’insediamento, non potevano farci sospettare che quelle fossero solo mere frasi di circostanza, magari frutto di copia e incolla.

Premesse che, peraltro, non riguardavano solo il valore e la funzione da riconoscere alla minoranza, poiché nel resto delle dichiarazioni si prospettavano momenti di coinvolgimento, stimolo, ascolto e confronto con tutta la popolazione, tali da far intravedere una stagione politico-amministrativa esemplare.

Messo nero su bianco:

“… per fare ciò, oltre a promuovere incontri ed assemblee per informare e trattare i temi di maggior importanza, vogliamo esaltare il ruolo di ogni singolo Consigliere Comunale, perché convinti che tutti loro, al pari della squadra di governo, indistintamente, rappresentino l’anello di congiunzione tra il Comune e la cittadinanza”.

Occorre riconoscere, ad onor del vero, che quelle cose scritte e lette in Consiglio, definite col termine sbarazzino “easy” (dall’inglese: “facili, semplici, calme, leggere”), altro non erano che frasi da cerimoniale: “insomma, non prendeteci troppo sul serio, scriviamo quello che si scrive in queste circostanze, ma poi faremo un po’ quel che ci pare”.

In queste condizioni anche il lavoro della minoranza è stato ed è tutt’altro che “easy”, per niente facile, semplice, calmo, leggero e per nulla sereno il clima instaurato dalla maggioranza.

Diverse volte abbiamo lamentato davanti al Consiglio Comunale le nostre difficoltà operative, ottenendo il silenzio perfetto da parte dei colleghi consiglieri di maggioranza, prontamente interpretato dalla reazione sguaiata e debordante del sindaco.

Una maggioranza consiliare passiva e silente e un sindaco che non riconosce valore alcuno alle prerogative della minoranza è una situazione obiettivamente scabrosa, specialmente perché il sindaco, investito anche del ruolo di presidente del consiglio, è tenuto a mediare, garantendo i diritti della minoranza, onde giungere tutte le volte che è possibile a deliberazioni condivise.

La prevaricazione sistematica, l’arroganza e l’ansia da prestazione da parte del nostro sindaco, oltre a rovinare il clima interno al consiglio comunale, rischia anche di pregiudicare i futuri rapporti personali oltre la durata del nostro mandato. Continua a leggere

Resoconto Consiglio Comunale

Il giorno 19-12-2018 si è svolto nella sala consiliare “G.Fiori” a Silanus il Consiglio Comunale.

I punti all’ordine del giorno erano diversi: due riguardavano lo scioglimento consensuale della Segreteria Comunale con il Comune di Birori e la Costituzione della nuova Segreteria con i Comuni di Silanus, Modolo e Suni; per i quali abbiamo votato a favore.

Un altro punto riguardava la razionalizzazione periodica delle società partecipate, anche in questo caso abbiamo votato a favore.

Altri due invece riguardavano delle variazioni di bilancio per le quali abbiamo espresso il nostro voto contrario, in quanto la minoranza viene chiamata in causa solo per ratificare delle scelte già prese, nonostante più volte come da ultimo Consiglio sia stato chiesto di formare delle Commissioni.

Come ultimo punto all’ordine del giorno le comunicazioni del Sindaco dal quale è scaturito un’animata discussione in merito ai comunicati stampa scritti da entrambe le parti, ma di questo ne parleremo in un altro comunicato specifico.

Resoconto Consigli Comunali del 16-28/11/2018

Per praticità essendo più che altro Consigli Comunali tecnici inseriamo nello stesso resoconto due sedute di Consiglio Comunale svoltesi a Silanus presso l’auditorium “G.Fiori”.

In data 16/11/2018 si sono approvati due punti all’ordine del giorno che riguardavano il P.L.U.S ovvero il servizio alla persona, rivolto ad anziani ed a persone meno abbienti.

L’altro punto invece riguardava una rettifica di un onere notarile e la sua conseguente vendita ad un nuovo acquirente di una casa sita a Silanus in zona 167.

Mentre in data 28/11/2018 abbiamo espresso il nostro voto contrario rispetto alle variazioni di bilancio e l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Come sempre la minoranza, che rappresenta una grossa fetta di cittadini, non è mai coinvolta nelle scelte di utilizzo del denaro pubblico; anzi viene chiamata in causa solo ed esclusivamente per ratificare delle scelte già prese dalla intera maggioranza; fin quando la politica e il modo di agire sarà sempre questo noi voteremo sempre contro.

Alcuni dati, inseriamo quelli più significativi e di maggior rilevanza sull’utilizzo dei denari di tutti i cittadini: 95.000,00 € da destinare ad interventi per il cimitero, 75.000,00 € per la sistemazione del locale “Montegranatico”, 46.500,00 € per interventi di riqualificazione urbana e una serie di somme da destinare a cose diverse per un totale 29,370.00 €.

“Anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio.”

È una celebre frase di Antonio Gramsci che in questo momento sintetizza i sentimenti di chi come i sottoscritti consiglieri di minoranza debbono sopportare per svolgere al meglio il proprio dovere.

Intanto intendiamoci il Consiglio Comunale, una volta composto dopo le elezioni, è formato da una maggioranza che gestisce con l’esecutivo le scelte migliori (o almeno così dovrebbe essere) per la comunità e di una minoranza che, non essendo coinvolta nelle scelte, deve controllare che i danari pubblici non vengano sprecati.

Inutile dire che se le scelte fossero assunte da parte di tutto il Consiglio Comunale sarebbe un aspetto non solo positivo ma porterebbe a scegliere in modo più consapevole.

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Inagibili le Scuole a Silanus causa pioggia

Sospesa l’attività didattica nell’Istituto Scolastico Vittorio Demontis di Silanus. L’ordinanza n.20 del 30.10.2018 emessa a firma del Sindaco ordina quanto segue: la chiusura della Scuola dell’Infanzia del Comune di Silanus dal 30 ottobre 2018 al 5 novembre 2018, salvo proroga, e comunque fino alla cessazione degli eventi che hanno determinato l’adozione del presente provvedimento,”

A causa delle precipitazioni verificatesi in questi ultimi giorni una parte delle aule è stata letteralmente invasa dalle acque rendendole inutilizzabili. Il personale della Scuola è stato impegnato a lungo per eliminare la grande quantità d’acqua. La copiosità delle piogge non giustifica comunque che venga a crearsi una simile situazione che è causa di disaggio per gli alunni, il corpo docente e le famiglie.

Inoltre, per non farsi mancare niente, l‘ordinanza n.21 del 09.11.2018 emessa a firma del Sindaco ordina quanto segue: la chiusura temporanea delle Scuole Primaria e dell’Infanzia del Comune di Silanus nei giorni 12,13,14 novembre per interventi di derattizzazione. 

Va messo in evidenza che un’ala dell’Istituto è stata oggetto di lavori di ammodernamento che sono stati ultimati nel 2015, e a tutt’oggi la stessa è inutilizzata. Allo stato attuale non è dato sapere quando la situazione verrà risolta.

IV Novembre, celebrazione di una vittoria priva di senso

Ha iniziato qualche sindaco gli scorsi anni, quest’anno saranno molti di più i sindaci sardi che per le celebrazioni del IV Novembre sostituiranno il tricolore con i gonfaloni comunali. Questa è una delle iniziative proposte da Corona de Logu, nei comuni aderenti all’Assemblea degli Amministratori Indipendentisti.

È tempo di rottamare i tromboni della retorica nazionalista italiana per avviare una seria riflessione sulla reale portata della carneficina avviata dalle famiglie regnanti europee, che si sono giocate i confini delle “loro” nazioni con la carne e il sangue dei loro sudditi. Continua a leggere