Discariche abusive: la vera emergenza ambientale.

Pubblichiamo le immagini di altre due discariche abusive presenti nel nostro territorio.

La prima discarica si trova in località “Marigosu – S’Ispadule”. Percorrendo la strada montana che porta a “Prunas”, superato l’accesso a sinistra per “Lettu Camposu” e le due curve successive, sul lato destro direzione Nord Ovest, dal ciglio della strada si può “ammirare” la varietà di materiali smaltita illegalmente.

La seconda, continuamente arricchita da materiali di ogni genere e periodicamente data alle fiamme quale strumento di “bonifica”, si trova nel ponte della ex SS 129 direzione Nuoro sul lato sinistro oltre l’ingresso per il sentiero che conduce al Nuraghe “Orolio”. Il danno, oltre che ambientale, è anche d’immagine, considerato che chiunque si rechi a visitare l’area archeologica si trovi sotto gli occhi questo scempio.

E’ nostro dovere fare denuncia di un problema ignorato e che riguarda tutta la Sardegna, nella speranza che vi sia la doverosa presa d’atto da parte dei politici e di tutti gli organismi competenti per affrontare con i giusti strumenti una situazione in continua degenerazione.

Degrado rete elettricità pubblica

Al fine di tutelare l’incolumità dei cittadini, segnaliamo a chi gestisce il controllo e la manutenzione della rete elettrica di Silanus, lo stato di abbandono dell’armadio ENEL posizionato nelle immediate vicinanze della cabina elettrica di Via Bologna .

Come documentato fotograficamente, la struttura, contenente cavi elettrici e relativo contatore per l’erogazione di energia elettrica a 380 Volt, è priva delle protezioni di sicurezza ate ad impedire qualsiasi manomissione involontaria, nel caso di bambini, o volontaria nel caso di malintenzionati.

Chiediamo pertanto, di porre rimedio a tale situazione di pericolo onde evitare gravi incidenti.

 

Silanus, 09 Gennaio 2020

Rifiuti, rifiuti e ancora rifiuti

Il miglior modo per (non) risolvere i problemi è ignorarli, facendo finta che non esistano. Parliamo delle discariche abusive che costellano il nostro territorio, per tenere desta l’attenzione di tutti i cittadini che hanno a cuore il problema e di tutti gli organismi preposti al controllo del territorio, pubblichiamo le foto di due discariche, due delle tante, che chiunque può contemplare essendo queste adiacenti a due strade che attraversano l’agro del nostro Comune. La prima si trova in Località “Pedra ‘e Ferru” – “Su Mal’Accorru” sul lato destro direzione Nord poco prima del vascone antincendio.
La seconda si trova in località “Piccarolu” strada ex Forno Calce. Continua a leggere




Montarbu: è vera emergenza ambientale?

È da circa vent’anni che le amministrazioni che si sono succedute al governo del paese hanno eletto, ad emblema delle problematiche ecologico- ambientaliste, la ex cava di Montarbu.

Il quotidiano la “Nuova Sardegna” riporta la notizia del finanziamento concesso dell’Assessorato Regionale all’Industria di 210.000,00 euro, (pari a 420.000.000 milioni delle vecchie Lire), richiesti dalla precedente amministrazione, e di ulteriori 210.000,00 Euro, sempre concessi dal medesimo Assessorato Regionale, all’attuale amministrazione, (totale 840.000.000 milioni delle vecchie Lire).

Va messo in evidenza, che a seconda della posizione occupata in Consiglio, maggioranza o minoranza, le valutazioni sulla questione Montarbu hanno assunto e assumono posizioni diametralmente opposte. Gli interventi sul “ripristino ambientale” sono giudicati inutili se ci si trova all’opposizione e fondamentali se si è in maggioranza. Chi governa il paese, invece, dovrebbe avere come dovere prioritario la tutela della salute del cittadino che in paesi come i nostri è ancora possibile.

Ci teniamo a ribadire che il reale problema ambientale non è certo rappresentato dall’area di Montarbu. Quello che viene giudicato “problema” è di natura puramente visiva ma che ha una forte connotazione identitaria in quanto da tempo immemorabile veniva prodotto dell’ottimo materiale per la costruzione: la calce di Silanus. Dalla montagna, infatti, non fuoriescono fiumi carichi di Cadmio, come nel rio Piscinas (Miniere Montevecchio-Casarciu) che attraversa, contaminandole, le dune omonime, eredità dell’attività mineraria dell’azienda di Stato Eni, e tanto meno stagnano acque avvelenate da cianuro, arsenico, piombo e mercurio, come nella miniera “d’oro” di Santu Miali a Furtei su una superficie 530 Ha. Infatti a Montarbu vengono coltivate ortive biologiche…

Le Amministrazioni a Silanus mai hanno tenuto conto della vera emergenza ambientale rappresentata dal Rio Birdis, che per decenni ha attraversato un depuratore non funzionante, costato svariate centinaia di milioni di lire, veicolando i veleni degli scarichi fognari non trattati con grave danno per l’ecosistema e causando spesso la morte del bestiame che vi si abbeverava.

Oggi la vera emergenza ambientale è rappresentata sopratutto dalle discariche abusive disseminate in tutto l’agro, e la dannosa pratica dell’abbruciamento di plastiche con tutto quel che ne consegue: avvelenamento del suolo, dell’acqua e dell’aria.

Sottoponemmo il problema delle discariche con una interrogazione, la maggioranza assunse l’impegno di installazione di fototrappole come soluzione al problema. Non siamo a conoscenza se effettivamente le fototrappole siano state installate. Le uniche iniziative intraprese sono state: adesione alla giornata “ecologica” di Legambiente e il posizionamento di cartelli che, al di la dell’aspetto ilare, hanno lasciato tutto invariato, infatti le discariche da noi segnalate sono quotidianamente arricchite da nuovi rifiuti.

Uno spaccato delle condotte lesive verso l’ambiente è visibile nel ponte del Rio S’Abba Lechita. Le foto allegate a fondo pagina sono molto esaustive.

Un fruttuoso inizio, per la soluzione del problema, secondo il nostro punto di vista, potrebbe essere quello di coinvolgere tutti, partendo dalle scuole di più basso grado, gli operatori economici del territorio e gli organismi preposti alla vigilanza ambientale, affidare a studiosi della materia la stesura di progetti duraturi nel tempo da inserite a sistema con i Comuni del circondario per parlare, far conoscere e sensibilizzare affinché si adottino, “normalmente”, azioni non lesive verso l’ambiente. Battersi per l’ottenimento di finanziamenti in tal senso è FONDAMENTALE e DOVEROSO in quanto la risorsa ambiente sarà quella che garantirà il futuro delle nuove generazioni.

Località S’Abba Lechita
Località S’Abba Lechita

Sa Comuna no est un’ufìtziu postale!

I disservizi legati ad Abbanoa proseguono. Questa volta il disordine riguarda le bollette mai recapitate dal gestore unico del servizio idrico integrato nelle cassette postali dei silanesi. Stamattina abbiamo protocollato un’interpellanza a risposta scritta dove chiediamo al Sig. Sindaco di sospendere la distribuzione delle fatture e di riferire in merito eventuali costi o vantaggi, tangibili o intangibili dell’iniziativa che ha intrapreso. Riteniamo che non sia compito del Comune quello di improvvisarsi ufficio postale per la distribuzione della corrispondenza di Abbanoa, anche visto e considerato che i silanesi pagano già, inclusi nella bolletta, i costi di spedizione a domicilio della stessa. Non riteniamo opportuno che i dipendenti comunali, ormai a ranghi ridotti, debbano farsi carico di questa nuova mansione che toglierebbe sicuramente tempo allo svolgimento delle normali pratiche giornaliere.

Pertanto, invitiamo tutti i silanesi a non ritirare le bollette depositate in comune. È compito e interesse di Abbanoa provvedere a questo servizio.

Invitiamo i nostri compaesani, qualora avessero già ritirato la bolletta, a verificare attentamente che non l’avessero già pagata, perché, in questo senso, ci sono stati riferiti alcuni casi di doppia fatturazione.

Gruppo Consiliare LiberaMente Silanus

Consiglio comunale del 25/11/2019 – Le nostre posizioni

Lo scorso 25 novembre 2019, alle ore 19:30, si è svolto un consiglio comunale molto ricco di contenuti. Come di consueto, vogliamo informare e rendere partecipi i nostri cittadini riguardo l’attività in consiglio e i motivi delle nostre votazioni.

Dopo aver approvato i verbali della seduta precedente, ci siamo espressi con voto contrario alla variazione d’urgenza al bilancio di previsione 2019/21. Solitamente, per quel che concerne i punti riguardanti il bilancio, votiamo in modo contrario, principalmente perché non veniamo coinvolti nelle scelte di come e dove vengano spesi i soldi pubblici.

Il terzo punto riguardava la nomina del capitano della compagnia barracellare, sul quale abbiamo espresso voto favorevole.

Il quarto punto che abbiamo accolto positivamente riguardava la nomina della nuova assessora alla Promozione della Salute, Anziani, Sport e Patrimonio. Cogliamo l’occasione per fare i migliori auguri di buon lavoro alla nuova assessora Francesca Madeddu.

Abbiamo espresso parere favorevole anche per quel che riguarda il quinto punto sulla Razionalizzazione periodica delle società partecipate e il sesto punto sul Piano locale unitario dei servizi alla persona.

Il settimo punto è stato votato a maggioranza e riguarda la nostra mozione sulle condizioni di degrado in cui versa la stazione ferroviaria Arst di Silanus. Il Sig. Sindaco ci ha comunicato che è stato aperto un canale di comunicazione con Arst per cercare di trovare una soluzione. Attendiamo sviluppi.

L’ottavo punto era un ordine del giorno depositato il 28 ottobre e invitava al dibattito sull’interpretazione storica corretta della giornata commemorativa del 4 novembre. L’amministrazione ha accolto, in parte, la nostra proposta di rimuovere il tricolore italiano dagli allestimenti del 4 novembre. Ne è scaturito un dibattito interessante e ricco di idee da cui prendere spunto per gli anni a seguire.

Il nono punto riguardava una nostra interpellanza sullo stato di acquisizione dei due immobili siti in via Carlo Alberto. Ci è stato riferito che il Comune riuscirà a rilevare soltanto uno dei due immobili.

Ultimo punto è stato quello in cui abbiamo attribuito, con votazione unanime, la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, deportata ad Auschwitz nel 1943 e simbolo di tolleranza e resistenza.

Cun sos mortos sa pàtria si glòriat de àteros eroes a sa memòria

Custu manzanu su grupu consiliare LiberaMente Silanus at protocolladu, in sa Comuna, un’òrdine de sa die pro promòvere s’interpretatzione curreta de sas cummemoratziones de su 4 de santandria. Ischimos chi totu sas comunas de Itàlia sunt obligadas a leare parte a sas tzerimònias pro ammentare sos mortos de sas gherras (mescamente de sa Prima gherra mundiale), ma est beru puru chi onzi comuna tenet sa libertade de interpretare s’eventu fintzas dae una panoràmica regionale o comunale.

Diat èssere zustu a ammentare chi s‘Itàlia est intrada in gherra in su mese de maju de su 1915. In duos o tres annos, manu manu chi sas batallas si nche papaiant sos esèrtzitos, ant mutidu a sas armas belle totu sos òmines Sardos chi fint in edade militare. Òmines chi ant paradu fronte a cumbatas orrorosas, contra a inimigos chi non connoschiant. Sos cumandos graduados de s’esèrtzitu italianu, tando, ant detzisu de collire a pare una formatzione de gherra formada de sardos ebbia: est nàschida in custa manera sa Brigata Tàtari, chi includiat su de 151 e su de 152 regimentos de fanteria. Fit una dèroga a sas abitùdines de s’esèrtzitu. Sos generales ant fatu custu sèberu pro duos motivos. Fint cumbintos chi, abarrande paris, sos Sardos diant àere gherradu cun prus ispìritu. In prus, pensaiant chi lis diat èssere andadu mègius a los controllare: non si fidaiant meda de sa Brigata Tàtari, difatis, in sa setzione de sos ufitziales b’aiat petzi continentales.

Sos Sardos ant gherradu cun coràgiu contra a sos Austrìacos mescamente in s’Isonzo, in su paris de Asiago, in su Piave e ant merèssidu su montovu in sos bulletinos de gherra, dae sos cumandantes artos, giai dae su 1915. Fint belle totus massajos e non cumprendiant a ite deviant andare a mòrrere pro conchistare custas terras chi nche fint a tesu dae Sardigna. Su terrore de sa gherra los at cumbintos chi su chi fint faghinde fit disumanu, ma pagas bortas si sunt rebellados a sos ufitziales pro andare a atacare. Antzis, a s’ispissu, si sunt sacrificados cun fainas de eroismu mai bidas in àteras formatziones militares. Custu corazu est testimonia de nùmeros crudeles. Sa mèdia de sos mortos in cumbata, intre sos italianos, fit de pagu prus o mancu 104 sordados intre 1.000. Sa mèdia de sos mortos de sa Brigata Tàtari fit meda prus arta: 138 sordados mortos cada 1.000.

Sa Prima gherra mundiale at produidu subra sos sardos e subra sa Sardigna cunsighèntzias de primore. B’at àpidu cunsighèntzias sotziales dolorosas. A acabbu de su cunflitu, belle cada famìlia pranghiat unu mortu, unu fertu o unu mutiladu. Su nùmeru mannu de òmines mutidos a su fronte e de mortos in cumbata at determinadu unu calu de sas nàschidas: sos annos de sa gherra e sos annos in fatu sunt nàschidos prus pagu pitzinnos de su passadu. B’at crèfidu tempus meda pro torrare a sanare su bòidu demogràficu chi sa gherra aiat cajonadu. B’at àpidu cunsighèntzias culturales clamorosas. Sos sordados sunt torrados a domo cambiados. Aiant bidu logos disconnotos. Aiant connotu sordados de àteros zassos de Itàlia. Pro sa prima bia aiant intesu faeddende de polìtica, de economia, de paghe, de deretos de sos triballiadores. Pro sa prima borta, in su raportu cun sos continentales, si fint abbizados de èssere Sardos, unu pòpulu in mesu de àteros pòpulos, unu pòpulu diferente dae sos àteros. A acabbu de su 1917, a pustis de sa derrota de Caporetto, su guvernu de Roma at promissu de istrinare sos sordados sardos, pro sos sacrifìtzios de gherra, partinde e dande a cada sordadu unu bìculu de terra non triballiada: onzi sordadu, torradu a fàghere su massaju aiat dèvidu retzire su terrinu suo. Sa gherra est acabbada, ma sa promissa s’Istadu no l’at mantesa e giai in su 1919 est nàschidu unu movimentu de ocupatzione de sas terras: sos massajos ant ocupadu sos cunzados de sos propietàrios mannos e de sas Comunas e ant cumintzadu a triballiare sa terra.

Pro dare rispetu a custos mortos, pro totu su chi amos antitzipadu e cunsiderande chi in mesu de cussos mortos b’at àpidu fintzas 48 silanesos, invitamos su Sìndigu e sos Assessores de Silanos a leare parte a sa cummemoratzione cun una fasca chi tenzat sos colores de su gonfalone comunale in càmbiu de su tricolore italianu e de impreare sos matessi colores de su gonfalone fintzas in sas coronas, in sos monumentos e in cada allestimentu chi ammentat sos mortos in gherra.

Invitamos fintzas sos àteros sìndigos de su Màrghine e de su territòriu a fàghere sa matessi operatzione cun sos colores de sa Comuna issoro, pro dare unu sinnale, simbòlicu, de rispetu e de cussèntzia.

 

Grupu consiliare LiberaMente Silanus

Solidarietà al popolo curdo

LiberaMente Silanus esprime piena solidarietà al popolo curdo ed esprime il massimo sdegno per la guerra portata avanti dal governo turco con l’invasione del nord della Siria.

Ci schieriamo contro questa operazione che viola ogni elemento di diritto internazionale e danneggia fortemente un popolo che si è impegnato, fin dal principio, a combattere il terrorismo islamico di Daesh.

Sentiamo il dovere morale di schierarci dalla parte della resistenza, dalla parte di chi combatte per ideali di giustizia e di libertà, dalla parte di chi, in un Medio Oriente sempre in lotta, si è distinto con politiche democratiche, ambientaliste e di emancipazione femminile.

Stiamo dalla parte di chi si vuole autodeterminare.

Siamo con i curdi!




Perché aumentano le tasse sui rifiuti

Sull’Unione Sarda del 17 luglio 2019 due paginate dedicate al ciclo dei rifiuti in Sardegna. Leggendole, in aggiunta a tutto ciò che abbiamo imparato negli ultimi anni, ci sembra ovvio che l’aumento delle bollette della TARI, non sia un fatto ineluttabile accaduto per caso, ma un preciso esito delle scelte politiche degli ultimi lustri.
Prima dell’avvio della differenziata gli utenti si attendevano che i costi del servizio scendessero, il fatto che ciò non sia avvenuto dipende essenzialmente dal mancato riconoscimento del valore dei materiali differenziati, non essendo stata creata e incentivata, per esempio, la filiera del riciclo.
Dunque, accettare l’aumento dei costi come una normale tendenza all’aumento dei prezzi non assolve nessuno, anzi!
I prezzi dei servizi aumentano in presenza dei monopoli, delle politiche sbagliate e dello scarso progresso tecnologico, non è assolutamente vero che le tariffe aumentano perché tutto aumenta.

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