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    "LiberaMente Silanus"

Elezioni politiche 2018.

Una famosa canzone di Giorgio Gaber intitolata “Destra, Sinistra” si interrogava già nel 1994 su quali fossero le differenze sostanziali, più che altro idealistiche, delle due principali correnti di pensiero ancora presenti e soprattutto ben definite in Italia: la destra, la sinistra. Oggi, non è più così. Chi governa a livello parlamentare o decide di farlo non si identifica in un ideale politico, ma principalmente sceglie in base alla poltrona più calda, più resistente e durevole nel corso del tempo. Infatti, non a caso, si assiste spesso e volentieri a passaggi e trasferimenti da un partito all’altro, cambi di ruolo più o meno rilevanti. Un minestrone senza ideologie ma col portafoglio pieno.

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L’esempio dei “cardisti”

gandhi_6Questo sovranismo mi stressa. Dovevo limitarmi a scrivere del sovranismo di governo e adesso mi devo dilungare anche sul sovranismo costituzionale, spero si diano una calmata prima che ci propinino il sovranismo cosmico.

Il sovranismo costituzionale ci è stato frombolato, con tanto di preambolo, in questo caldo, caldissimo agosto 2017, probabilmente la scarsa idratazione e le temperature torride hanno contribuito ad accelerare la genesi di questo primo germe di Costituzione Sarda.

In verità, forse per il proliferare di carnevali estivi, questa iniziativa è stata accolta con frizzi e lazzi un po' da tutti, specie dai conservatori dello status quo, poiché agosto si sa, è tempo di fare la conserva e non le costituzioni.

Innanzitutto bisogna cercare un termine breve per identificare gli appartenenti al Partito dei Sardi, sardisti non fa', c’è il copyright del PSdAz, sovranisti è troppo generico, in mancanza di un termine definitivo, provvisoriamente li chiameremo cardisti, neologismo direttamente derivato dal partito dei cardi, altro nome affettuoso con cui il popolo della rete, della sottospecie murrungiona, identifica il PdS.

Ebbene, con un autentico colpo di teatro i cardisti hanno regalato alla Sardegna e ai sardi un prototipo di carta costituzionale, un telaio dove imbastire la legge fondamentale della futura Repubblica di Sardegna, un esperimento generoso messo a disposizione di tutti i sardi di buona volontà che volessero contribuire al suo perfezionamento.

Tanto filantropismo politico però non è stato accolto con grande entusiasmo dai sardi, paradossalmente nemmeno dagli indipendentisti galattici, quelli di quella famosa galassia, con o senza partito, dove da qualche anno ha portato la residenza anche il sottoscritto. Più che galassia, in realtà sembriamo girini in uno stagno.

Perché tanto odio, invidia, sarcasmo, sufficienza da parte di fratelli della stessa sponda?

Intanto si sa, i sardi sono diffidenti per natura, vivono i cambiamenti con grande prudenza, specialmente nelle transizioni epocali, come accadde per esempio in occasione del referendum sulla monarchia, dove i sardi per non rischiare preferirono tenersi il re.

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Una doverosa spiegazione

unnamedEravamo rimasti che mi sono dimesso da consigliere comunale. Intanto ringrazio quanti e siete in tanti, mi hanno rivolto un attestato di stima a volte accompagnato da un garbato disappunto, per la decisione di lasciare il posto ai miei compagni di lista.

Per tutto questo e anche perché l’avevo promesso, è doveroso spiegare meglio questo gesto.

In realtà per quanti hanno seguito il percorso che ha portato alla formazione di questa lista non c’è stata alcuna sorpresa, poiché in caso di mancata vincita avevamo stabilito che ci sarebbe stato l’avvicendamento, onde permettere anche ai meno votati di fare esperienza di consiglio. Tutto ciò che abbiamo fatto è pubblico e pubblicato, ma vale la pena ricordarlo.

Il sottoscritto aveva ripetutamente dichiarato di non essere disponibile a fare due mandati consecutivi, nonostante ciò, era stato invitato alla riunione per la costituzione della cosiddetta lista unitaria, ribadendo la sua netta contrarietà a fare una lista tra opposizioni e maggioranza che ancora sedevano in consiglio comunale.

La contrarietà è stata ancora più netta quando è stato espresso e ribadito il concetto che nel paese ormai non c’era più abbastanza gente disponibile a candidarsi perché stufa della politica (sic!), ma sopratutto in questo modo si sarebbe sbarrata la strada al terzo mandato per Luigi Morittu, osteggiato da parte del suo stesso Partito Democratico, dal Partito dei Sardi, dai Rossomori e da ciò che restava di Insieme per Silanus.

Per un certo periodo siamo tornati in pista anche noi, come ex-gruppo “Indipendentes pro Silanus”, ma solo per un eventuale accordo col Partito dei Sardi, con la netta pregiudiziale che il sindaco doveva essere il nostro, poiché non avremmo tollerato la dipendenza del primo cittadino da quel partito.

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Aneddoto buffo n°1

(Breve storia divertente, anzi ridicola)

Sei anni fa cominciai la mia esperienza politica in seno al consiglio comunale di Silanus, ma l’esordio non fu dei più semplici.

La cosa non venne presa tanto bene, specialmente dai miei amici della cosiddetta “sinistra silanese”. In un mercato politico fossilizzato da quarant’anni di schieramenti ben definiti , con le sempre solite persone che disegnano le liste, l’affacciarsi di un outsider, fuori da quelle logiche con una lista di persone totalmente nuove e fuori da quegli schemi, poteva complicare la vittoria del PD che comunque con la saldatura con l’area popolare degli ex-margheritini non avrebbe dovuto avere, come non ebbe, alcun problema a vincere le elezioni.

Ma si sa, per conquistarsi un seggio bisogna prendere i voti casa per casa e fu così che alcuni sciocchi esponenti del PD silanese, sottolineo alcuni poiché nel PD ci sono anche persone in gamba, ci regalarono tanti graziosi epiteti, specialmente il sottoscritto, a causa del suo indipendentismo diventò “leghista” (nel gergo dei piddini è il massimo insulto. NdA), era quello che rubava i “loro” voti per favorire la destra, era l’ateo e anticlericale che voleva diventare sindaco. Il sindaco si sa, come il maresciallo, il medico condotto, la maestra e il farmacista deve essere cattolico fervente, altrimenti che sindaco è!

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Il vostro caro leader

matteo-renziIn Italia, un Parlamento eletto con una legge che premia in modo straordinario la maggioranza, riducendo la rappresentanza delle minoranze, nomina un Presidente del Consiglio, che approfittando dei suoi numeri sceglie non di governare, ma di ridisegnare la geografia del parlamento che l'ha nominato, stravolgendone la composizione ad esclusivo vantaggio della sua fazione. Non contento, vorrebbe mettere mano anche alla legge elettorale con lo stesso intento. Non ottenendo i numeri sufficienti in Parlamento, si rivolge al popolo, chiedendo ad esso di aiutarlo a compiere il suo disegno, attraverso un referendum. Ma il cosiddetto popolo non ha certo il tempo, gli strumenti e la capacità per valutare ogni implicazione delle modifiche costituzionali oggetto del referendum, allora si ricorre alla propaganda su ogni canale mediatico possibile.

Domenica si voterà la nuova legge fondamentale dello stato italiano ricorrendo allo strumento del populismo mediatico, ma questa volta non per opera di un tycoon televisivo, ma per mano del cosiddetto Partito Democratico che in recente passato denunciava queste pratiche.

È legale tutto questo? Parrebbe di si, ma ciò che è legale è sempre giusto?

No, assolutamente No!

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Ma Pigliaru, conosce Lavoisier?

lavoisierIeri, sabato 29 ottobre 2016, nonostante la bellissima giornata autunnale, tirava un aria irrespirabile davanti all’inceneritore di Tossilo, un fetore pestilenziale dovuto alla lavorazione dell’umido, ma come ho detto nel mio intervento non è certo quella puzza il peggior danno per l’ambiente.

Dal piazzale dell’inceneritore di potevano notare i capannoni della zona industriale, dove negli ultimi vent’anni sono ricaduti almeno un milione di tonnellate di fumi, vapore acqueo insieme a tutti quei gas, più o meno venefici ed ai particolati usciti dal camino.

A Tossilo dopo la chiusura delle grandi industrie sono rimasti gli impianti che lavorano i prodotti dell’allevamento e della pastorizia: carne, latte, formaggi e sottoprodotti, ma anche cereali e farine, mangimi, prodotti ortofrutticoli, magazzini di alimentari.

È davvero salubre e compatibile la convivenza di un impianto di incenerimento con le produzioni agricole ed agroindustriali?

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I nostri soldi per difendere il nostro territorio

environmentalHo appena eseguito il mio bonifico in favore di questa causa. L'aspetto aberrante di questa vicenda, come altre analoghe in difesa del nostro territorio e della nostra salute è che siamo noi cittadini a lottare con i nostri limitatissimi mezzi economici contro la pubblica amministrazione che invece di tutelarci ci tassa con tariffe assurde, quelle per i rifiuti sono tra le più alte d'Italia e sperpera i soldi pubblici in investimenti non solo insalubri ma anche antieconomici.

Com'è noto il TAR ha emesso una sentenza contro la realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo ravvisando tutta una serie di illegittimità, per tutta risposta la Giunta Regionale e il Consorzio Industriale di Macomer ricorrono al Consiglio di Stato per cercare di ribaltare la sentenza, col piccolo particolare che le spese del giudizio non le pagano di persona i ricorrenti, ma alla fine, vada come vada, le pagheremo comunque noi cittadini. Cornuti e mazziati!

Succede così che ho speso – abbiamo speso – per tutelare la legalità di tutti, contro una classe politica inetta e corrotta, per fare ricorsi contro Abbanoa, contro la legge elettorale-truffa regionale e adesso anche per continuare a difenderci da questo scellerato inceneritore di Tossilo.

Di seguito le istruzioni per chi volesse partecipare.

 


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Deo voto “No”

berbeghesIn sos annos colados apo lotadu meda contra s'abolitzione de sa provintzias, contra su detzentramentu fartzu de su podere, chi ateru non est si non s'ispostamentu de su tzentru decisionale verso sa regione. Una regione chi cun sa leze eletorale crefida dae su partidu de Berlusconi e avallada dae su partidu democraticu at esclusu sas minorantzias in favore de unu parlamentu regionale formadu dae una élite de printzipales, sessanta omines in totu, paghissimas feminas, chi de fatu sunt sos meres assolutos de sa Sardigna e de sas risorsas nostras.

Una giunta de academicos chi si sunt chirrados tra issos e chi tra issos s'ant zogadu – comente in su giugu de su sedatu – sos assessorados. Una giunta e unu parlamentu regionale chi cheret intzegare sa zente cun peraulas comente "sovranismu" e "indipendentzia", ma chi ateru non est pratigande si non su peus clientelismu autonomisticu e su peus trasformismu italianu.

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Cacciare i savoiardi, definitivamente!

media-20161001Oggi grande notizia da Lanusei, dove la giunta comunale ha deciso di cancellare ogni riferimento ai Ssavoia dalla toponomastica cittadina.
Sono tanti, troppi e Silanus non fa eccezione, i comuni sardi infestati da vie strade e piazze intitolate alla sciagurata dinastia sabauda che ha lasciato solo fame, violenza e disperazione in Sardegna, cancellare il loro triste e violento ricordo dovrebbe essere un dovere morale per tutti i sardi a prescindere dalle proprie idee politiche.

Che bisogno abbiamo di ricordare Vittorio Emanuele, Carlo Felice, Umberto, Margherita, ma anche Mazzini, Cavour, Garibaldi e la spedizione dei Mille, quando abbiamo decine di personaggi realmente importanti per la storia della nostra comunità e della Sardegna, ingiustamente sepolti dall'oblio?

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“Zogos in Carrela”

Si è conclusa ieri 3 settembre la seconda edizione di “Zogos in    Carrela”, organizzata dalla Pro Loco di Silanus.

Prima di dare il via al torneo vero e proprio, dopo un saluto da parte dell’organizzazione e del Sindaco,  Silanus ha espresso la sua forma di solidarietà e vicinanza con un minuto di silenzio verso tutti coloro che nei giorni scorsi hanno perso la vita a causa del terremoto nel centro Italia. A questo proposito, molto importante è stata l’iniziativa promossa dalla stessa Pro Loco, in collaborazione con l’amministrazione comunale, di devolvere in favore delle popolazioni colpite delle somme in denaro, infatti per l’intera giornata è stata aperta una raccolta fondi dove ciascuna associazione, gruppo, rione o chiunque sentisse il desiderio di dare una mano, poteva offrire il suo contributo. Stessa identica cosa anche per la Pro Loco che ha deciso all’unanimità di donare l’intero ricavato della giornata di ieri per lo stesso scopo.

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