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    "LiberaMente Silanus"

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Articolo su La Nuova Sardegna del 6-2-2019

Se la nostra uscita pubblica, per quanto dura, voleva rappresentare un problema politico e sollecitare il sindaco a farsene carico, la sua risposta è stata piuttosto deludente nel merito e nella forma, ma perfettamente in linea col suo stile, condita con l’offerta beffarda dei pasticcini per fare pace.
Noi non siamo in guerra con nessuno, vorremmo solo poter esprimere le nostre opinioni senza disturbi e poter consultare la documentazione, visitare i locali comunali ed espletare il nostro mandato senza filtri e limitazioni pretestuose.
Ci sembra il minimo “sindacale” non negoziabile con quattro pasticcini.

COMUNICATO n. 1-2019

“… noi, gruppo di maggioranza, siamo fermamente convinti che possiamo governare al meglio il nostro paese, ma per farlo, oltre la necessaria e preziosa collaborazione della minoranza, riteniamo siano essenziali l’aiuto e la collaborazione di tutti”.

Questo è l’incipit delle dichiarazioni programmatiche lette e scandite dal neo Sindaco, nel corso della prima vera riunione del Consiglio Comunale dall’insediamento, l’undici novembre del 2016.

Parole e propositi attentamente ponderati e distillati dopo una lunga gestazione, arrivati a diversi mesi dall’insediamento, non potevano farci sospettare che quelle fossero solo mere frasi di circostanza, magari frutto di copia e incolla.

Premesse che, peraltro, non riguardavano solo il valore e la funzione da riconoscere alla minoranza, poiché nel resto delle dichiarazioni si prospettavano momenti di coinvolgimento, stimolo, ascolto e confronto con tutta la popolazione, tali da far intravedere una stagione politico-amministrativa esemplare.

Messo nero su bianco:

“… per fare ciò, oltre a promuovere incontri ed assemblee per informare e trattare i temi di maggior importanza, vogliamo esaltare il ruolo di ogni singolo Consigliere Comunale, perché convinti che tutti loro, al pari della squadra di governo, indistintamente, rappresentino l’anello di congiunzione tra il Comune e la cittadinanza”.

Occorre riconoscere, ad onor del vero, che quelle cose scritte e lette in Consiglio, definite col termine sbarazzino “easy” (dall’inglese: “facili, semplici, calme, leggere”), altro non erano che frasi da cerimoniale: “insomma, non prendeteci troppo sul serio, scriviamo quello che si scrive in queste circostanze, ma poi faremo un po’ quel che ci pare”.

In queste condizioni anche il lavoro della minoranza è stato ed è tutt’altro che “easy”, per niente facile, semplice, calmo, leggero e per nulla sereno il clima instaurato dalla maggioranza.

Diverse volte abbiamo lamentato davanti al Consiglio Comunale le nostre difficoltà operative, ottenendo il silenzio perfetto da parte dei colleghi consiglieri di maggioranza, prontamente interpretato dalla reazione sguaiata e debordante del sindaco.

Una maggioranza consiliare passiva e silente e un sindaco che non riconosce valore alcuno alle prerogative della minoranza è una situazione obiettivamente scabrosa, specialmente perché il sindaco, investito anche del ruolo di presidente del consiglio, è tenuto a mediare, garantendo i diritti della minoranza, onde giungere tutte le volte che è possibile a deliberazioni condivise.

La prevaricazione sistematica, l’arroganza e l’ansia da prestazione da parte del nostro sindaco, oltre a rovinare il clima interno al consiglio comunale, rischia anche di pregiudicare i futuri rapporti personali oltre la durata del nostro mandato. Continua a leggere

IV Novembre, celebrazione di una vittoria priva di senso

Ha iniziato qualche sindaco gli scorsi anni, quest’anno saranno molti di più i sindaci sardi che per le celebrazioni del IV Novembre sostituiranno il tricolore con i gonfaloni comunali. Questa è una delle iniziative proposte da Corona de Logu, nei comuni aderenti all’Assemblea degli Amministratori Indipendentisti.

È tempo di rottamare i tromboni della retorica nazionalista italiana per avviare una seria riflessione sulla reale portata della carneficina avviata dalle famiglie regnanti europee, che si sono giocate i confini delle “loro” nazioni con la carne e il sangue dei loro sudditi. Continua a leggere

Interrogazione sul trasferimento degli uffici scolastici

Chiediamo.

  • Quale sia al momento lo stato di trasferimento degli Uffici di Segreteria e Presidenza dal Comune di Bolotana al complesso delle Scuole del Comune di Silanus. Qualora tale trasferimento non si sia ancora concretizzato, quali sono le cause e motivazione del ritardo, la tempistica prevista per lo stesso e quali azioni e accorgimenti si intenda adottare per intraprendere e portare a termine quanto deliberato dagli Enti superiori competenti in materia.
  • Se corrisponda al vero la notizia pubblicata a mezzo stampa per cui gli studenti delle scuole medie di Bortigali frequenteranno (o stiano già frequentando) il corso scolastico 2018/2019 presso le scuole nel Comune di Silanus.
Interrogazione_Trasferimento_uffici_scolastici.doc__s

Ma noi (sardi) volevamo il Re!

Oggi in Italia si celebra la Festa della Repubblica, auguri a tutti gli italiani, ma più che della terza potenza industriale europea sarebbe l'occasione per riflettere sull'argomento del colonialismo.
Colonie sono tutti quei territori asserviti ad una potenza egemone, molte volte lontanissima, legati ad essa da un rapporto di dipendenza economica, militare, culturale più o meno cruenta.

Ha senso parlare oggi di colonialismo in Sardegna? Se riferito al momento attuale sicuramente no, ma che la condizione attuale sia di tipo post-coloniale probabilmente si, anche se l'argomento va trattato con molte cautele.
Caratteristica comune dei territori colonizzati è la sua importanza economica, dico territori e non popoli, poiché dobbiamo sempre ricordare che non esiste un popolo distinto e in definitiva ciò che interessa alle potenze coloniali sono i beni materiali, le risorse e non certo la gente che ci vive.

Non avrebbe infatti alcun senso occupare un territorio desolato per il solo gusto di insegnare alla sua gente la lingua e la letteratura, se si occupa un territorio è per sfruttarne al massimo le sue ricchezze.

La gente del posto il più delle volte è vista come un disturbo, salvo che non serva come manodopera a basso costo o a costo zero, come al tempo degli schiavi. Il disturbo proviene da chi non accetta di cedere la propria terra fino a chi non libera la spiaggia per far posto al turista dominante, sempre di terra si parla.

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L’editto di Abbanoa

Non è la prima volta che il Grande Capo di Abbanoa scrive ai Comuni-Soci dell'azienda che lui amministra, ma questa volta ha decisamente passato il segno!

Non soddisfatto dell'appoggio incondizionato del socio regionale e principalmente rappresentato dal Partito Democratico e dal Partito dei Sardi, che tutto gli stanno permettendo pur di cartolarizzare il risanamento economico della società, adesso vorrebbe incassare il sostegno dei sindaci-soci.

Lo fa con una lettera-editto dove accusa i promotori delle cause contro la "sua" ditta di agire contro la legge e per incofessabili ambizioni politiche.

Peccato che nell'assolvere al suo ruolo di amministratore ogni tanto perda la brocca e non capisca che il mondo non necessariamente gira attorno al suo ego, arbitro del bene e del male.

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Politica Estera – Italia vs Catalogna

Politica estera per politica estera, la Catalogna vive un momento sicuramente più drammatico ed esaltante che non l'Italia.
In Catalogna evidenziano che ci sono ancora politici disposti ad andare in galera o in esilio per le proprie idee e per dare un futuro migliore alla propria comunità, poiché questo è il loro scopo esistenziale.
Anche in Italia molti politici rischiano la galera ma giusto per falsificare una nota spese, pilotare un appalto, truccare un concorso, incassare qualche tangente, abusare in genere del loro potere. Lo scopo esistenziale dei nostri politici si limita a fare qualche soldo facile a spese della comunità.
Nessuno di questi politicucci da strapazzo passerà alla storia, come invece succederà immancabilmente per i prigionieri e gli esuli catalani.
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