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    "LiberaMente Silanus"

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Rifiuti, rifiuti e ancora rifiuti

Il miglior modo per (non) risolvere i problemi è ignorarli, facendo finta che non esistano. Parliamo delle discariche abusive che costellano il nostro territorio, per tenere desta l’attenzione di tutti i cittadini che hanno a cuore il problema e di tutti gli organismi preposti al controllo del territorio, pubblichiamo le foto di due discariche, due delle tante, che chiunque può contemplare essendo queste adiacenti a due strade che attraversano l’agro del nostro Comune. La prima si trova in Località “Pedra ‘e Ferru” – “Su Mal’Accorru” sul lato destro direzione Nord poco prima del vascone antincendio.
La seconda si trova in località “Piccarolu” strada ex Forno Calce. Continua a leggere

C’eravamo tanto amati

Esistono ottime probabilità che non sentiremo più parlare del Partito dei Sardi, o dei “Cardi” come affettuosamente conosciuto in rete. Sinceramente non mi sembra una gran perdita, visto che il contributo offerto alla politica ed alla società sarda nella sua breve vita è stato pari a zero, soprattutto nel campo dell’autodeterminazione.

Esito già scritto e non tanto sul fronte giudiziario, dove pare che il partito dell’onorevolissimo Maninchedda si sia ulteriormente impantanato, nessun complotto, il fallimento è sopratutto politico, il colpo di grazia è arrivato dalle ultime elezioni regionali sarde più che da qualche procura.

L’ennesimo partitino personalistico nato per successive trasformazioni, gemmazioni e cooptazioni intorno ad un leaderino dotato di un ego smisurato e di un attitudine all’opportunismo ancor più fuori scala, non aveva alcuna chance di successo, dopo aver succhiato con voracità alle tette del centro-destra e del centro-sinistra italiano nell’intento di lacerarle.

Una banale imitazione del Psd’Az, neosardismo senza storia, con tratti di indipendentismo da impostura e pratiche da democristiani consumati nell’esercizio del potere è arrivato ingloriosamente al capolinea.

Un partito ridicolo nell’ambizione di apparire realmente indipendentista quando nella pratica della politica di palazzo si alleava con i partiti italiani, prima Forza Italia e poi Partito Democratico in perfetta complicità, pur di acquisire visibilità e consenso dalla loro groppa.

Mai visti nelle grande vertenze di popolo dei sardi, per la difesa dell’ambiente, per la dignità dei lavoratori delle campagne, per l’acqua pubblica, per le servitù militari, per il lavoro.
Ancora più assenti a fianco degli altri indipendentisti sardi, lontani anni luce da quelli ingiustamente perseguitati.

Molto più avvezzi alle manovre di palazzo, al raggiungimento del potere per le vie brevi, sfruttando con cinismo ogni opportunità senza guardare in faccia a nessuno.

Li abbiamo visti affrontare le elezioni regionali con la disperazione di chi sa di salire sulla forca e di non uscirne vivo, non prima di aver tentato l’ennesimo bluff delle primarie col tentativo miseramente fallito di coinvolgere gli “amici” del PD. Dopo la disfatta elettorale hanno perso il presidente ed ex-segretario, ma anche il segretario ed ex-presidente ha abbandonato l’attività di partito riprendendo l’antica passione per il blog, dove scrive del nulla, anche se lo scrive piuttosto bene.

Poca gloria per chi si atteggiava a statista rivoluzionario e nutriva l’ambizione di un posticino nel pantheon dei sardi illustri, quanto pathos!
Quant’è lontano il bagno di folla al nuraghe Losa, quant’è lontano l’ottavo piano, quant’è lontana la gioiosa macchina da guerra del compagno Pigliaru!

La parabola e il giusto contrappasso per chi credeva che bastasse circondarsi di adulatori e clientes per scalare il potere e poi si congeda come un qualsiasi generale che mentre vede che i suoi soldati cadere in mano al nemico si ricorda che lo aspettano al club per un tressette.

Adesso che l’ultimo rivoluzionario ha levato gli stivali e inforcato le babbucce siamo tutti un po’ orfani e dobbiamo ricominciare da capo, pazienza, c’est la vie, sappiamo benissimo che al mondo è tutto un fare e disfare.

A.M.

Solidarietà al popolo curdo

LiberaMente Silanus esprime piena solidarietà al popolo curdo ed esprime il massimo sdegno per la guerra portata avanti dal governo turco con l’invasione del nord della Siria.

Ci schieriamo contro questa operazione che viola ogni elemento di diritto internazionale e danneggia fortemente un popolo che si è impegnato, fin dal principio, a combattere il terrorismo islamico di Daesh.

Sentiamo il dovere morale di schierarci dalla parte della resistenza, dalla parte di chi combatte per ideali di giustizia e di libertà, dalla parte di chi, in un Medio Oriente sempre in lotta, si è distinto con politiche democratiche, ambientaliste e di emancipazione femminile.

Stiamo dalla parte di chi si vuole autodeterminare.

Siamo con i curdi!

Perché aumentano le tasse sui rifiuti

Sull’Unione Sarda del 17 luglio 2019 due paginate dedicate al ciclo dei rifiuti in Sardegna. Leggendole, in aggiunta a tutto ciò che abbiamo imparato negli ultimi anni, ci sembra ovvio che l’aumento delle bollette della TARI, non sia un fatto ineluttabile accaduto per caso, ma un preciso esito delle scelte politiche degli ultimi lustri.
Prima dell’avvio della differenziata gli utenti si attendevano che i costi del servizio scendessero, il fatto che ciò non sia avvenuto dipende essenzialmente dal mancato riconoscimento del valore dei materiali differenziati, non essendo stata creata e incentivata, per esempio, la filiera del riciclo.
Dunque, accettare l’aumento dei costi come una normale tendenza all’aumento dei prezzi non assolve nessuno, anzi!
I prezzi dei servizi aumentano in presenza dei monopoli, delle politiche sbagliate e dello scarso progresso tecnologico, non è assolutamente vero che le tariffe aumentano perché tutto aumenta.

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Voto utile, utile a chi?

Finalmente anche questa (brutta) campagna elettorale si avvia al termine, quindi fra qualche giorno avremo un governo regionale nuovo di zecca, o quasi.
La legge elettorale regionale, calibrata in base al vecchio bipolarismo PD-Forza Italia, favorirà i due schieramenti più grandi lasciando le briciole agli altri, per giunta solo due dei sette candidati presidente entreranno in consiglio, tutti gli altri resteranno inesorabilmente fuori.
Come se non bastasse anche la riduzione da ottanta a sessanta seggi contribuirà a limitare la rappresentanza non solo dei territori, ma anche delle idee.
Sarà curioso osservare anche come funzionerà la doppia preferenza di genere.
C’è da scommettere che anche questa volta a causa della macchinosità dell’attribuzione dei seggi, ci saranno ricorsi e contro-ricorsi e prima di avere la proclamazione definitiva degli eletti potranno passare diverse settimane.
Tornando sul nostro territorio, due argomenti particolarmente importanti sembra non interessino un granché i nostri candidati, molto più impegnati a guadagnarsi l’agognato seggio con sorrisi e impegni di ogni genere che non a spiegare cosa intendano fare sul fronte dell’acqua pubblica e della gestione dei rifiuti. Continua a leggere

La Nuova Sardegna del 16-02-2019

Nuovo inceneritore, cantiere sequestrato

La procura di Oristano chiude i lavori nella zona industriale di Macomer e acquisisce documenti e referti a Nuoro di Giulia Serra

MACOMER. I lavori per la costruzione del nuovo inceneritore di rifiuti di Tossilo sono stati sospesi. Ieri mattina, poco prima delle 9, su mandato della procura di Oristano, la polizia di Stato ha fatto visita al cantiere e ha proceduto al suo sequestro temporaneo. Un colpo di scena che riapre una vicenda che, dopo aver dominato per anni il dibattito pubblico di tutto il territorio e, con tinte più decise, quello macomerese, sembrava essersi chiusa dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato. Se la conclusione della lunga disputa amministrativa sembrava aver spianato di fatto la strada alla conclusione dei lavori e all’apertura del nuovo impianto, lo stop, seppur temporaneo, ai lavori giunge oggi dalla procura. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti vi sarebbero alcuni elementi contenuti nella Valutazione d’impatto ambientale, procedura approvata dalla Regione il 27 marzo del 2015 e con la quale si è dato il via libera definitivo alla realizzazione del nuovo forno che dovrebbe bruciare 60 mila tonnellate di rifiuti all’anno nel sito della zona industriale di Macomer.

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Su Lamentu de Su Pastore

Ero un giovane studente dell’Agrario di Nuoro nel 1977/78 quando ebbi il primo contatto con le lotte e gli scioperi per il prezzo del latte. La colonna sonora di quegli anni era “Su lamentu de su pastore” del Gruppo Rubanu. Una musicassetta dove ogni brano era un inno alla rivolta contro l’occupazione militare, la lotta contro l’imperialismo e le vertenze contro gli industriali che lucravano sui prodotti della nostra terra, principalmente il latte. Insomma la rivendicazione per un’equa remunerazione dei nostri prodotti è una cosa molto antica, iniziata già all’indomani dell’insediamento dei primi grandi caseifici oltre un secolo fa.

Anche stamattina ho fatto un salto al bivio di Silanus dove i pastori hanno replicato il rito del rovesciamento del latte per terra, un gesto talmente estremo che ormai non può lasciare indifferente nessuno. Non so più con quante di queste lotte ho solidarizzato negli ultimi anni, dai pastori, ai cerealicoltori, ai bieticoltori, ai coltivatori di pomodori e carciofi, ai serricoltori strozzati dai mutui, ai produttori di Arborea contro le trivelle della Saras, fino ai pastori malmenati dalla polizia in Italia.

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