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    "LiberaMente Silanus"

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    "LiberaMente Silanus"

L’esempio dei “cardisti”

gandhi_6Questo sovranismo mi stressa. Dovevo limitarmi a scrivere del sovranismo di governo e adesso mi devo dilungare anche sul sovranismo costituzionale, spero si diano una calmata prima che ci propinino il sovranismo cosmico.

Il sovranismo costituzionale ci è stato frombolato, con tanto di preambolo, in questo caldo, caldissimo agosto 2017, probabilmente la scarsa idratazione e le temperature torride hanno contribuito ad accelerare la genesi di questo primo germe di Costituzione Sarda.

In verità, forse per il proliferare di carnevali estivi, questa iniziativa è stata accolta con frizzi e lazzi un po' da tutti, specie dai conservatori dello status quo, poiché agosto si sa, è tempo di fare la conserva e non le costituzioni.

Innanzitutto bisogna cercare un termine breve per identificare gli appartenenti al Partito dei Sardi, sardisti non fa', c’è il copyright del PSdAz, sovranisti è troppo generico, in mancanza di un termine definitivo, provvisoriamente li chiameremo cardisti, neologismo direttamente derivato dal partito dei cardi, altro nome affettuoso con cui il popolo della rete, della sottospecie murrungiona, identifica il PdS.

Ebbene, con un autentico colpo di teatro i cardisti hanno regalato alla Sardegna e ai sardi un prototipo di carta costituzionale, un telaio dove imbastire la legge fondamentale della futura Repubblica di Sardegna, un esperimento generoso messo a disposizione di tutti i sardi di buona volontà che volessero contribuire al suo perfezionamento.

Tanto filantropismo politico però non è stato accolto con grande entusiasmo dai sardi, paradossalmente nemmeno dagli indipendentisti galattici, quelli di quella famosa galassia, con o senza partito, dove da qualche anno ha portato la residenza anche il sottoscritto. Più che galassia, in realtà sembriamo girini in uno stagno.

Perché tanto odio, invidia, sarcasmo, sufficienza da parte di fratelli della stessa sponda?

Intanto si sa, i sardi sono diffidenti per natura, vivono i cambiamenti con grande prudenza, specialmente nelle transizioni epocali, come accadde per esempio in occasione del referendum sulla monarchia, dove i sardi per non rischiare preferirono tenersi il re.

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Nota dell’ISDE – Domenico Scanu

Domenico-ScanuIl dottor Domenico Scanu è il nuovo presidente dell'ISDE, l'organizzazione dei medici per l'ambiente, prende il posto del compianto Vincenzo Migaleddu, recentemente scomparso. Domenico ha avuto ed ha in cura moltissimi malati di tumore della nostra zona, quando parla di queste malattie sa esattamente di cosa si tratta, sa come curarle, sa che non sempre le cure hanno successo e sa anche quali sono le cause che favoriscono la loro insorgenza.

Riportiamo integralmente la nota che il dottor Scanu ha diffuso all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato, sentenza che riavvia l'iter per la costruzione del nuovo inceneritore di Tossilo.

“Il diritto alla salute è il diritto a vivere sani, non quello di curarsi” (V. Migaleddu)

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Ma prevenire è meglio che curare…. è ancora di attualità?

ISDE con amarezza prende atto della sentenza del Consiglio di Stato del 6 Luglio 2017 (che ha ribaltato la sentenza del TAR di Luglio 2016 sull’inceneritore di Tossilo dando cosi il via libera al nuovo inceneritore) e ribadisce a tutti che, nelle sue Osservazioni alle procedure VIA (Ottobre 2014), aveva affermato che “l’inceneritore proposto per Tossilo, avrebbe aumentato comunque la quantità degli inquinanti nonostante le migliori tecnologie impiegate determinando un incremento degli impatti ambientali e sanitari nel territorio circostante. ISDE aveva osservato inoltre il preoccupante andamento temporale dell’incremento del tasso di mortalità generale in entrambi i sessi oltre che, per tutte le cause, per patologie tumorali e cardiovascolari nel distretto di Macomer.

Continua a lasciare perplessi che varie istituzioni tra cui quelle deputate alla tutela della salute non colgano questo semplice ragionamento. Noi, nonostante le conclusioni dell’iter amministrativo, alla luce delle evidenze scientifiche prodotte a livello nazionale ed internazionale, non possiamo permettere di attendere una ennesima conta dei morti (magari dal promesso Registro Tumori Regionale) per decidere tra altri venticinque anni se è il caso di continuare con l’incenerimento o assumere soluzioni alternative sia a Tossilo che a Macchiareddu o altrove. Non vogliamo che il carico di sofferenze, di malattia e morti che attanaglia la Sardegna e sostenuto dalle criticità ambientali, si esasperi ulteriormente con l’incenerimento dei rifiuti, pratica assolutamente da bandire, mentre dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.

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La Nuova Sardegna del 14 luglio 2017

Parco di Prunas abbandonato, opposizione all’attacco

SILANUS. Lo stato di abbandono in cui versa il parco montano di Prunas-Su laccheddu è stato oggetto di un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare LiberaMente.
I quattro consiglieri di opposizione (Angelo Morittu, Donatella Cherchi, Michele Cossu e Gianmarco Cappai) hanno depositato un documento in Comune per chiedere lumi sul futuro che si vuole dare alla struttura, in modo particolare alla baita di Su laccheddu, che oggi è abbandonata a se stessa.
L’argomento verrà affrontato nel corso della prossima riunione del consiglio comunale.
Gli interroganti, che chiedono la risposta scritta, vorrebbero conoscere quali sono le intenzioni degli amministratori comunali in merito al completamento dell’opera e alla gestione e fruizione della struttura ricettiva che da anni attende di essere completata.
I quattro consiglieri del gruppo LiberaMente chiedono, inoltre, di conoscere i tempi per la messa in sicurezza del sito e se l’abbandono del progetto originario possa comportare costi per l’amministrazione e suscitare rilievi da parte della Corte dei conti. Nella parte finale dell’interrogazione i consiglieri si pongono questo interrogativo: «Stante la mancanza di idee e progetti – scrivono Morittu, Cherchi, Cossu e Cappai – per non lasciare in eredità ai prossimi amministratori un’opera incompiuta, si chiede di valutare la possibilità dell’abbattimento della struttura ricettiva e di riportare lo stato dei luoghi alle origini».

Tore Cossu

Una doverosa spiegazione

unnamedEravamo rimasti che mi sono dimesso da consigliere comunale. Intanto ringrazio quanti e siete in tanti, mi hanno rivolto un attestato di stima a volte accompagnato da un garbato disappunto, per la decisione di lasciare il posto ai miei compagni di lista.

Per tutto questo e anche perché l’avevo promesso, è doveroso spiegare meglio questo gesto.

In realtà per quanti hanno seguito il percorso che ha portato alla formazione di questa lista non c’è stata alcuna sorpresa, poiché in caso di mancata vincita avevamo stabilito che ci sarebbe stato l’avvicendamento, onde permettere anche ai meno votati di fare esperienza di consiglio. Tutto ciò che abbiamo fatto è pubblico e pubblicato, ma vale la pena ricordarlo.

Il sottoscritto aveva ripetutamente dichiarato di non essere disponibile a fare due mandati consecutivi, nonostante ciò, era stato invitato alla riunione per la costituzione della cosiddetta lista unitaria, ribadendo la sua netta contrarietà a fare una lista tra opposizioni e maggioranza che ancora sedevano in consiglio comunale.

La contrarietà è stata ancora più netta quando è stato espresso e ribadito il concetto che nel paese ormai non c’era più abbastanza gente disponibile a candidarsi perché stufa della politica (sic!), ma sopratutto in questo modo si sarebbe sbarrata la strada al terzo mandato per Luigi Morittu, osteggiato da parte del suo stesso Partito Democratico, dal Partito dei Sardi, dai Rossomori e da ciò che restava di Insieme per Silanus.

Per un certo periodo siamo tornati in pista anche noi, come ex-gruppo “Indipendentes pro Silanus”, ma solo per un eventuale accordo col Partito dei Sardi, con la netta pregiudiziale che il sindaco doveva essere il nostro, poiché non avremmo tollerato la dipendenza del primo cittadino da quel partito.

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Dimissioni di Angelo Morittu

In data odierna ho rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Come riportato sulla lettera di dimissioni, non esiste altra motivazione se non gli accordi interni alla lista LiberaMente Silanus che prevedevano, in caso di mancata vittoria, le dimissioni in favore di altri compagni di lista previo periodo di affiancamento.

Sei anni tra i banchi dell'opposizione sono più che sufficienti per maturare una discreta esperienza, adesso è giusto che anche gli altri facciano questa impagabile esperienza.

Sono sicurissimo che tutti i compagni del gruppo saranno in grado di svolgere benissimo il ruolo che gli compete, quanto e meglio del sottoscritto.

Non siederò più tra i banchi del Consiglio Comunale, ma Il mio impegno all'interno del gruppo di supporto ai nostri consiglieri eletti non verrà certo a mancare.

Donatella Cherchi sarà la nuova coordinatrice del gruppo consiliare LiberaMente Silanus, al mio posto subentrerà Gian Battista Tola.
 
Un caloroso augurio di buon lavoro a tutti!

Dimissioni da consigliere comunale

Interrogazione circa lo stato di abbandono della costruzione de Su Lacheddu

baita

Così si presenta oggi il rifugio montano de Su Lacheddu. Uno scatolone di cemento abbandonato alla mercè di vandali e animali più o meno selvatici. I lavori sono fermi da quattro anni, il tempo passa e al momento non è dato sapere se e quando verranno ripresi i lavori e sopratutto per farci cosa.

Già dalla passata amministrazione, più nessuno sembra credere in quell'ambizioso progetto con centro ristoro, bar, camping, area campers e tre persone occupate sia pur in part-time.

Con la nostra interrogazione intendiamo sapere da questa amministrazione cosa intendono fare, chiudere tutto in attesa di tempi migliori sarebbe una soluzione pilatesca per lasciare l'incompiuta ai futuri amministratori.

Completare i lavori senza sapere se ci sarà mai qualcuno disposto a custodire e far funzionare la struttura, col rischio di lasciarla in balia di ladri e vandali, potrebbe rivelarsi un ulteriore spreco di risorse pubbliche.

In mancanza di idee e progetti realizzabili, non sarebbe da scartare l'idea di abbatterla e ripristinare lo stato naturale dei luoghi.

Sono queste le domande che rivolgiamo a Sindaco e Giunta, con la seguente interrogazione.

 

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Aneddoto buffo n°1

(Breve storia divertente, anzi ridicola)

Sei anni fa cominciai la mia esperienza politica in seno al consiglio comunale di Silanus, ma l’esordio non fu dei più semplici.

La cosa non venne presa tanto bene, specialmente dai miei amici della cosiddetta “sinistra silanese”. In un mercato politico fossilizzato da quarant’anni di schieramenti ben definiti , con le sempre solite persone che disegnano le liste, l’affacciarsi di un outsider, fuori da quelle logiche con una lista di persone totalmente nuove e fuori da quegli schemi, poteva complicare la vittoria del PD che comunque con la saldatura con l’area popolare degli ex-margheritini non avrebbe dovuto avere, come non ebbe, alcun problema a vincere le elezioni.

Ma si sa, per conquistarsi un seggio bisogna prendere i voti casa per casa e fu così che alcuni sciocchi esponenti del PD silanese, sottolineo alcuni poiché nel PD ci sono anche persone in gamba, ci regalarono tanti graziosi epiteti, specialmente il sottoscritto, a causa del suo indipendentismo diventò “leghista” (nel gergo dei piddini è il massimo insulto. NdA), era quello che rubava i “loro” voti per favorire la destra, era l’ateo e anticlericale che voleva diventare sindaco. Il sindaco si sa, come il maresciallo, il medico condotto, la maestra e il farmacista deve essere cattolico fervente, altrimenti che sindaco è!

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Accoglienza Migranti, Toponomastica e Rifiuti Radioattivi

radioactive_waste-240x30023 giugno 2017, seduta di consiglio comunale, tutta politica, così l’ha giustamente definita il nostro sindaco.

Tre i punti politici all’ordine del giorno: l’adesione di Silanus allo S.P.R.A.R., il cambio di denominazione delle vie comunali intitolate ai regnanti sabaudi, la mozione contro lo stoccaggio di rifiuti radioattivi nel territorio del Marghine.

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Questione Migranti. S.P.R.A.R. acronimo di Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati, prevede progetti di micro-accoglienza diffusa presentati dagli EELL in maniera tale da offrire una qualità di accoglienza maggiore rispetto a quella dispensata dalle grandi strutture.

Sulla carta tutto giusto e bello, se aggiungiamo anche che i comuni aderenti alla rete S.P.R.A.R. godono della cosiddetta “clausola di salvaguardia”, ossia la garanzia offerta dallo stato che: "rende esenti dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” quei Comuni che appartengono alla rete S.P.R.A.R. o che hanno manifestato la volontà di aderirvi.

La “clausola di salvaguardia” deve applicarsi nella misura in cui il numero di posti S.P.R.A.R. soddisfi la quota di posti assegnata (a ciascun Comune) dal Piano Nazionale di ripartizione richiedenti asilo e rifugiati".

Ma perché l’Unione dei Comuni del Marghine ha deciso, già dallo scorso anno, di aderire allo S.P.R.A.R.?

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Non vogliamo i rifiuti radioattivi nel nostro territorio

Lo vediamo tutti, da anni il Marghine sta diventando l'immondezzaio della Sardegna e non solo. Abbiamo sopportato di tutto, inceneritori, discariche, fabbriche abbandonate piene di amianto, le macerie dell'arsenale La Maddalena.

L'ultimo arrivo è un carico di materiale radioattivo (certificato), stoccato nella discarica di Bolotana. Davanti a queste notizie, abbiamo diverse opzioni: possiamo minimizzare il problema, cosa sono 600 kg di Radio226?

Possiamo accettare questi rifiuti tossici perché muovono un po' di economia, potremmo semplicemente fregarcene perché non capiamo nulla di queste cose complicate.

Abbiamo invece deciso di muoverci politicamente e di opporci a questo sistema perverso che riversa nelle zone più depresse e marginali i rifiuti tossici prodotti altrove, il nostro impegno politico ci obbliga a lasciare alle nuove generazioni un mondo possibilmente migliore di quello che abitiamo. Che diamine di eredità costituirebbero questi rifiuti che emettono radiazioni per almeno 1600 anni?

Presenteremo pertanto in Consiglio Comunale una mozione di dissenso verso l'ennesima scelta scellerata in spregio al nostro territorio.

Mozione_-_Rifiuti_Radioattivi.01


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Cancellare i Savoia dalle nostre vie

La revisione della toponomastica comunale non è propriamente una di quelle che definiamo "urgenze amministrative", tuttavia è pur sempre una di quelle cose importanti che bisogna pur fare.
Nella mozione che abbiamo depositato in data odierna, facciamo riferimento anche alla "funzione pedagogica" della topomastica, ossia all'esempio positivo che i personaggi o le circostanze ricordate nelle targhe stradali vogliono pubblicamente offrire, specialmente ai più giovani.

Con la nostra mozione proponiamo al Consiglio Comunale di Silanus di cancellare dalle nostre vie, a cominciare dal Corso Vittorio Emanuele, i riferimenti ai regnanti sabaudi che tanti disastri hanno provocato in Sardegna ed all'Italia, specialmente nel meridione. Non si tratta di cancellare la nostra storia, la storia nel bene e nel male rimane.

Quello che si vuol fare è di rimuovere i riferimenti a personaggi ed eventi nefasti con esempi positivi, tali sono stati per esempio l'impegno civile di Franco Pintus o le splendide carriere artistiche di Frantziscu Mura e Marieddu Masala. Ma a Silanus, in Sardegna e nel mondo abbiamo certamente anche altri personaggi degni di sostituire nelle targhe delle nostre vie i sovrani sabaudi.

Discuteremo la mozione nella prossima seduta di consiglio.

Mozione_-_revisione_toponomastica.01

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