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    portate in Consiglio Comunale dal gruppo Consiliare

    "LiberaMente Silanus"

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    "LiberaMente Silanus"

Solidarietà al popolo curdo

LiberaMente Silanus esprime piena solidarietà al popolo curdo ed esprime il massimo sdegno per la guerra portata avanti dal governo turco con l’invasione del nord della Siria.

Ci schieriamo contro questa operazione che viola ogni elemento di diritto internazionale e danneggia fortemente un popolo che si è impegnato, fin dal principio, a combattere il terrorismo islamico di Daesh.

Sentiamo il dovere morale di schierarci dalla parte della resistenza, dalla parte di chi combatte per ideali di giustizia e di libertà, dalla parte di chi, in un Medio Oriente sempre in lotta, si è distinto con politiche democratiche, ambientaliste e di emancipazione femminile.

Stiamo dalla parte di chi si vuole autodeterminare.

Siamo con i curdi!

Perché aumentano le tasse sui rifiuti

Sull’Unione Sarda del 17 luglio 2019 due paginate dedicate al ciclo dei rifiuti in Sardegna. Leggendole, in aggiunta a tutto ciò che abbiamo imparato negli ultimi anni, ci sembra ovvio che l’aumento delle bollette della TARI, non sia un fatto ineluttabile accaduto per caso, ma un preciso esito delle scelte politiche degli ultimi lustri.
Prima dell’avvio della differenziata gli utenti si attendevano che i costi del servizio scendessero, il fatto che ciò non sia avvenuto dipende essenzialmente dal mancato riconoscimento del valore dei materiali differenziati, non essendo stata creata e incentivata, per esempio, la filiera del riciclo.
Dunque, accettare l’aumento dei costi come una normale tendenza all’aumento dei prezzi non assolve nessuno, anzi!
I prezzi dei servizi aumentano in presenza dei monopoli, delle politiche sbagliate e dello scarso progresso tecnologico, non è assolutamente vero che le tariffe aumentano perché tutto aumenta.

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Voto utile, utile a chi?

Finalmente anche questa (brutta) campagna elettorale si avvia al termine, quindi fra qualche giorno avremo un governo regionale nuovo di zecca, o quasi.
La legge elettorale regionale, calibrata in base al vecchio bipolarismo PD-Forza Italia, favorirà i due schieramenti più grandi lasciando le briciole agli altri, per giunta solo due dei sette candidati presidente entreranno in consiglio, tutti gli altri resteranno inesorabilmente fuori.
Come se non bastasse anche la riduzione da ottanta a sessanta seggi contribuirà a limitare la rappresentanza non solo dei territori, ma anche delle idee.
Sarà curioso osservare anche come funzionerà la doppia preferenza di genere.
C’è da scommettere che anche questa volta a causa della macchinosità dell’attribuzione dei seggi, ci saranno ricorsi e contro-ricorsi e prima di avere la proclamazione definitiva degli eletti potranno passare diverse settimane.
Tornando sul nostro territorio, due argomenti particolarmente importanti sembra non interessino un granché i nostri candidati, molto più impegnati a guadagnarsi l’agognato seggio con sorrisi e impegni di ogni genere che non a spiegare cosa intendano fare sul fronte dell’acqua pubblica e della gestione dei rifiuti. Continua a leggere

La Nuova Sardegna del 16-02-2019

Nuovo inceneritore, cantiere sequestrato

La procura di Oristano chiude i lavori nella zona industriale di Macomer e acquisisce documenti e referti a Nuoro di Giulia Serra

MACOMER. I lavori per la costruzione del nuovo inceneritore di rifiuti di Tossilo sono stati sospesi. Ieri mattina, poco prima delle 9, su mandato della procura di Oristano, la polizia di Stato ha fatto visita al cantiere e ha proceduto al suo sequestro temporaneo. Un colpo di scena che riapre una vicenda che, dopo aver dominato per anni il dibattito pubblico di tutto il territorio e, con tinte più decise, quello macomerese, sembrava essersi chiusa dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato. Se la conclusione della lunga disputa amministrativa sembrava aver spianato di fatto la strada alla conclusione dei lavori e all’apertura del nuovo impianto, lo stop, seppur temporaneo, ai lavori giunge oggi dalla procura. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti vi sarebbero alcuni elementi contenuti nella Valutazione d’impatto ambientale, procedura approvata dalla Regione il 27 marzo del 2015 e con la quale si è dato il via libera definitivo alla realizzazione del nuovo forno che dovrebbe bruciare 60 mila tonnellate di rifiuti all’anno nel sito della zona industriale di Macomer.

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Su Lamentu de Su Pastore

Ero un giovane studente dell’Agrario di Nuoro nel 1977/78 quando ebbi il primo contatto con le lotte e gli scioperi per il prezzo del latte. La colonna sonora di quegli anni era “Su lamentu de su pastore” del Gruppo Rubanu. Una musicassetta dove ogni brano era un inno alla rivolta contro l’occupazione militare, la lotta contro l’imperialismo e le vertenze contro gli industriali che lucravano sui prodotti della nostra terra, principalmente il latte. Insomma la rivendicazione per un’equa remunerazione dei nostri prodotti è una cosa molto antica, iniziata già all’indomani dell’insediamento dei primi grandi caseifici oltre un secolo fa.

Anche stamattina ho fatto un salto al bivio di Silanus dove i pastori hanno replicato il rito del rovesciamento del latte per terra, un gesto talmente estremo che ormai non può lasciare indifferente nessuno. Non so più con quante di queste lotte ho solidarizzato negli ultimi anni, dai pastori, ai cerealicoltori, ai bieticoltori, ai coltivatori di pomodori e carciofi, ai serricoltori strozzati dai mutui, ai produttori di Arborea contro le trivelle della Saras, fino ai pastori malmenati dalla polizia in Italia.

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Articolo su La Nuova Sardegna del 6-2-2019

Se la nostra uscita pubblica, per quanto dura, voleva rappresentare un problema politico e sollecitare il sindaco a farsene carico, la sua risposta è stata piuttosto deludente nel merito e nella forma, ma perfettamente in linea col suo stile, condita con l’offerta beffarda dei pasticcini per fare pace.
Noi non siamo in guerra con nessuno, vorremmo solo poter esprimere le nostre opinioni senza disturbi e poter consultare la documentazione, visitare i locali comunali ed espletare il nostro mandato senza filtri e limitazioni pretestuose.
Ci sembra il minimo “sindacale” non negoziabile con quattro pasticcini.

COMUNICATO n. 1-2019

“… noi, gruppo di maggioranza, siamo fermamente convinti che possiamo governare al meglio il nostro paese, ma per farlo, oltre la necessaria e preziosa collaborazione della minoranza, riteniamo siano essenziali l’aiuto e la collaborazione di tutti”.

Questo è l’incipit delle dichiarazioni programmatiche lette e scandite dal neo Sindaco, nel corso della prima vera riunione del Consiglio Comunale dall’insediamento, l’undici novembre del 2016.

Parole e propositi attentamente ponderati e distillati dopo una lunga gestazione, arrivati a diversi mesi dall’insediamento, non potevano farci sospettare che quelle fossero solo mere frasi di circostanza, magari frutto di copia e incolla.

Premesse che, peraltro, non riguardavano solo il valore e la funzione da riconoscere alla minoranza, poiché nel resto delle dichiarazioni si prospettavano momenti di coinvolgimento, stimolo, ascolto e confronto con tutta la popolazione, tali da far intravedere una stagione politico-amministrativa esemplare.

Messo nero su bianco:

“… per fare ciò, oltre a promuovere incontri ed assemblee per informare e trattare i temi di maggior importanza, vogliamo esaltare il ruolo di ogni singolo Consigliere Comunale, perché convinti che tutti loro, al pari della squadra di governo, indistintamente, rappresentino l’anello di congiunzione tra il Comune e la cittadinanza”.

Occorre riconoscere, ad onor del vero, che quelle cose scritte e lette in Consiglio, definite col termine sbarazzino “easy” (dall’inglese: “facili, semplici, calme, leggere”), altro non erano che frasi da cerimoniale: “insomma, non prendeteci troppo sul serio, scriviamo quello che si scrive in queste circostanze, ma poi faremo un po’ quel che ci pare”.

In queste condizioni anche il lavoro della minoranza è stato ed è tutt’altro che “easy”, per niente facile, semplice, calmo, leggero e per nulla sereno il clima instaurato dalla maggioranza.

Diverse volte abbiamo lamentato davanti al Consiglio Comunale le nostre difficoltà operative, ottenendo il silenzio perfetto da parte dei colleghi consiglieri di maggioranza, prontamente interpretato dalla reazione sguaiata e debordante del sindaco.

Una maggioranza consiliare passiva e silente e un sindaco che non riconosce valore alcuno alle prerogative della minoranza è una situazione obiettivamente scabrosa, specialmente perché il sindaco, investito anche del ruolo di presidente del consiglio, è tenuto a mediare, garantendo i diritti della minoranza, onde giungere tutte le volte che è possibile a deliberazioni condivise.

La prevaricazione sistematica, l’arroganza e l’ansia da prestazione da parte del nostro sindaco, oltre a rovinare il clima interno al consiglio comunale, rischia anche di pregiudicare i futuri rapporti personali oltre la durata del nostro mandato. Continua a leggere

IV Novembre, celebrazione di una vittoria priva di senso

Ha iniziato qualche sindaco gli scorsi anni, quest’anno saranno molti di più i sindaci sardi che per le celebrazioni del IV Novembre sostituiranno il tricolore con i gonfaloni comunali. Questa è una delle iniziative proposte da Corona de Logu, nei comuni aderenti all’Assemblea degli Amministratori Indipendentisti.

È tempo di rottamare i tromboni della retorica nazionalista italiana per avviare una seria riflessione sulla reale portata della carneficina avviata dalle famiglie regnanti europee, che si sono giocate i confini delle “loro” nazioni con la carne e il sangue dei loro sudditi. Continua a leggere