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    portate in Consiglio Comunale dal gruppo Consiliare

    "LiberaMente Silanus"

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    "LiberaMente Silanus"

Ma noi (sardi) volevamo il Re!

Oggi in Italia si celebra la Festa della Repubblica, auguri a tutti gli italiani, ma più che della terza potenza industriale europea sarebbe l'occasione per riflettere sull'argomento del colonialismo.
Colonie sono tutti quei territori asserviti ad una potenza egemone, molte volte lontanissima, legati ad essa da un rapporto di dipendenza economica, militare, culturale più o meno cruenta.

Ha senso parlare oggi di colonialismo in Sardegna? Se riferito al momento attuale sicuramente no, ma che la condizione attuale sia di tipo post-coloniale probabilmente si, anche se l'argomento va trattato con molte cautele.
Caratteristica comune dei territori colonizzati è la sua importanza economica, dico territori e non popoli, poiché dobbiamo sempre ricordare che non esiste un popolo distinto e in definitiva ciò che interessa alle potenze coloniali sono i beni materiali, le risorse e non certo la gente che ci vive.

Non avrebbe infatti alcun senso occupare un territorio desolato per il solo gusto di insegnare alla sua gente la lingua e la letteratura, se si occupa un territorio è per sfruttarne al massimo le sue ricchezze.

La gente del posto il più delle volte è vista come un disturbo, salvo che non serva come manodopera a basso costo o a costo zero, come al tempo degli schiavi. Il disturbo proviene da chi non accetta di cedere la propria terra fino a chi non libera la spiaggia per far posto al turista dominante, sempre di terra si parla.

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L’editto di Abbanoa

Non è la prima volta che il Grande Capo di Abbanoa scrive ai Comuni-Soci dell'azienda che lui amministra, ma questa volta ha decisamente passato il segno!

Non soddisfatto dell'appoggio incondizionato del socio regionale e principalmente rappresentato dal Partito Democratico e dal Partito dei Sardi, che tutto gli stanno permettendo pur di cartolarizzare il risanamento economico della società, adesso vorrebbe incassare il sostegno dei sindaci-soci.

Lo fa con una lettera-editto dove accusa i promotori delle cause contro la "sua" ditta di agire contro la legge e per incofessabili ambizioni politiche.

Peccato che nell'assolvere al suo ruolo di amministratore ogni tanto perda la brocca e non capisca che il mondo non necessariamente gira attorno al suo ego, arbitro del bene e del male.

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Politica Estera – Italia vs Catalogna

Politica estera per politica estera, la Catalogna vive un momento sicuramente più drammatico ed esaltante che non l'Italia.
In Catalogna evidenziano che ci sono ancora politici disposti ad andare in galera o in esilio per le proprie idee e per dare un futuro migliore alla propria comunità, poiché questo è il loro scopo esistenziale.
Anche in Italia molti politici rischiano la galera ma giusto per falsificare una nota spese, pilotare un appalto, truccare un concorso, incassare qualche tangente, abusare in genere del loro potere. Lo scopo esistenziale dei nostri politici si limita a fare qualche soldo facile a spese della comunità.
Nessuno di questi politicucci da strapazzo passerà alla storia, come invece succederà immancabilmente per i prigionieri e gli esuli catalani.
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PD, basta coi Casini!

Le elezioni politiche sono andate e sono andate come dovevano andare, con una sonora sconfitta per il Partito Democratico e per il partito di Berlusconi, la sinistra supera appena la soglia di sbarramento.
Tutto come abbondantemente previsto!
Tra qualche settimana, se si mettono d’accordo, avremo un governo più o meno traballante, sempre che il PD rinunci a starsene spocchiosamente in disparte.

Sarebbe la prima volta da quando esiste questo partito, che prende coscienza di essere in minoranza e rinuncia ad associarsi con cani & porci pur di stare al governo. In nome della responsabilità li abbiamo visti allearsi più o meno direttamente con le destre e con i più grandi malfattori sulla piazza, adesso è arrivato il conto e gliel’hanno presentato proprio i loro elettori, che sono transitati a milioni nel partito di Beppe Grillo.

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Al voto, tra retorica e demagogia.

Non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima che, in prossimità delle elezioni, diverse categorie minacciano di non andare a votare. Fermo restando che astenersi dal voto è assolutamente normale e io stesso in diverse occasioni ho rinunciato al voto, quello che non capisco è il gesto plateale usato come arma di ricatto.
Non entro nel merito di nessuna di queste rivendicazioni, ma penso che utilizzare in questo modo le schede elettorali sia una maniera abbastanza qualunquistica e primordiale di intendere la democrazia.
Adoperare il voto in funzione del proprio tornaconto si è rivelato spesso un errore, in primo luogo perché si diventa facile strumento di chi in maniera spregiudicata cavalca la protesta, in secondo luogo perché nel breve lasso di tempo della campagna elettorale si potrebbero ottenere – in cambio del voto – solo vaghe promesse, destinate a dissolversi subito dopo le elezioni.

Emblematico il "Caso Sulcis" di qualche anno fa, dove a seguito delle promesse elettorali di Berlusconi, quasi tutti i comuni di quella provincia votarono per il centro-destra e poi sappiamo come andò a finire.

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Concessione in uso delle strutture comunali.

Depositata in data odierna un'interrogazione circa le modalità di affidamento degli immobili comunali. Con questa istanza chiediamo lumi a sindaco e giunta comunale circa l'affidamento della "Casa Museo" ad una ditta esterna, cogliamo l'occasione per ricordare alla maggioranza se e quando intende concedere ai gruppi di minoranza un locale dove riunirsi.
La maggioranza, si sa, può disporre liberamente di tutti i locali comunali, ma alla minoranza nonostante le promesse, non è stata concessa nemmeno una stanzetta per riunirsi.

2018. Sfida all’Europa.

Celebrate le elezioni in Catalogna, elezioni che secondo gli intendimenti del governo spagnolo dovevano "normalizzare" e "sterilizzare" le spinte indipendentiste catalane, se non siete filo ispanici e/o completamente dipendenti dai mass-media italiani, dovrete ammettere che adesso la situazione è nettamente più complicata e che il processo costituente catalano è ormai irreversibile.

Il governo spagnolo le ha tentate tutte: ho chiuso siti web, incarcerato leader politici, commissariato e costretto alla fuga mezzo governo democraticamente eletto, militarizzato gli organi di stampa, costretto al trasferimento centinaia di aziende, impedito la propaganda elettorale indipendentista, mentre con la martellante e costosissima propaganda governativa ha costretto tutti ad andare a votare, specialmente quella famosa "maggioranza silenziosa" unionista che credeva di avere dalla sua parte.

Niente da fare, il partito del premier ha preso solo 4 seggi su 135, che insieme ai socialisti e al partito dei cittadini, si ferma al 43%. Il premier pare intenzionato a conferire l'incarico al partito dei cittadini – Ciudadanos – in quanto partito più votato, ma un governo di minoranza non potrà mai avere la fiducia, sarebbe infatti abbastanza ingenuo contare sull'appoggio di Podemos che pur non essendo schierato con gli indipendentisti è da sempre un feroce avversario del governo Rajoy.

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L’esempio dei “cardisti”

gandhi_6Questo sovranismo mi stressa. Dovevo limitarmi a scrivere del sovranismo di governo e adesso mi devo dilungare anche sul sovranismo costituzionale, spero si diano una calmata prima che ci propinino il sovranismo cosmico.

Il sovranismo costituzionale ci è stato frombolato, con tanto di preambolo, in questo caldo, caldissimo agosto 2017, probabilmente la scarsa idratazione e le temperature torride hanno contribuito ad accelerare la genesi di questo primo germe di Costituzione Sarda.

In verità, forse per il proliferare di carnevali estivi, questa iniziativa è stata accolta con frizzi e lazzi un po' da tutti, specie dai conservatori dello status quo, poiché agosto si sa, è tempo di fare la conserva e non le costituzioni.

Innanzitutto bisogna cercare un termine breve per identificare gli appartenenti al Partito dei Sardi, sardisti non fa', c’è il copyright del PSdAz, sovranisti è troppo generico, in mancanza di un termine definitivo, provvisoriamente li chiameremo cardisti, neologismo direttamente derivato dal partito dei cardi, altro nome affettuoso con cui il popolo della rete, della sottospecie murrungiona, identifica il PdS.

Ebbene, con un autentico colpo di teatro i cardisti hanno regalato alla Sardegna e ai sardi un prototipo di carta costituzionale, un telaio dove imbastire la legge fondamentale della futura Repubblica di Sardegna, un esperimento generoso messo a disposizione di tutti i sardi di buona volontà che volessero contribuire al suo perfezionamento.

Tanto filantropismo politico però non è stato accolto con grande entusiasmo dai sardi, paradossalmente nemmeno dagli indipendentisti galattici, quelli di quella famosa galassia, con o senza partito, dove da qualche anno ha portato la residenza anche il sottoscritto. Più che galassia, in realtà sembriamo girini in uno stagno.

Perché tanto odio, invidia, sarcasmo, sufficienza da parte di fratelli della stessa sponda?

Intanto si sa, i sardi sono diffidenti per natura, vivono i cambiamenti con grande prudenza, specialmente nelle transizioni epocali, come accadde per esempio in occasione del referendum sulla monarchia, dove i sardi per non rischiare preferirono tenersi il re.

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Nota dell’ISDE – Domenico Scanu

Domenico-ScanuIl dottor Domenico Scanu è il nuovo presidente dell'ISDE, l'organizzazione dei medici per l'ambiente, prende il posto del compianto Vincenzo Migaleddu, recentemente scomparso. Domenico ha avuto ed ha in cura moltissimi malati di tumore della nostra zona, quando parla di queste malattie sa esattamente di cosa si tratta, sa come curarle, sa che non sempre le cure hanno successo e sa anche quali sono le cause che favoriscono la loro insorgenza.

Riportiamo integralmente la nota che il dottor Scanu ha diffuso all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato, sentenza che riavvia l'iter per la costruzione del nuovo inceneritore di Tossilo.

“Il diritto alla salute è il diritto a vivere sani, non quello di curarsi” (V. Migaleddu)

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Ma prevenire è meglio che curare…. è ancora di attualità?

ISDE con amarezza prende atto della sentenza del Consiglio di Stato del 6 Luglio 2017 (che ha ribaltato la sentenza del TAR di Luglio 2016 sull’inceneritore di Tossilo dando cosi il via libera al nuovo inceneritore) e ribadisce a tutti che, nelle sue Osservazioni alle procedure VIA (Ottobre 2014), aveva affermato che “l’inceneritore proposto per Tossilo, avrebbe aumentato comunque la quantità degli inquinanti nonostante le migliori tecnologie impiegate determinando un incremento degli impatti ambientali e sanitari nel territorio circostante. ISDE aveva osservato inoltre il preoccupante andamento temporale dell’incremento del tasso di mortalità generale in entrambi i sessi oltre che, per tutte le cause, per patologie tumorali e cardiovascolari nel distretto di Macomer.

Continua a lasciare perplessi che varie istituzioni tra cui quelle deputate alla tutela della salute non colgano questo semplice ragionamento. Noi, nonostante le conclusioni dell’iter amministrativo, alla luce delle evidenze scientifiche prodotte a livello nazionale ed internazionale, non possiamo permettere di attendere una ennesima conta dei morti (magari dal promesso Registro Tumori Regionale) per decidere tra altri venticinque anni se è il caso di continuare con l’incenerimento o assumere soluzioni alternative sia a Tossilo che a Macchiareddu o altrove. Non vogliamo che il carico di sofferenze, di malattia e morti che attanaglia la Sardegna e sostenuto dalle criticità ambientali, si esasperi ulteriormente con l’incenerimento dei rifiuti, pratica assolutamente da bandire, mentre dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.

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