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    "LiberaMente Silanus"

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    "LiberaMente Silanus"

Politica Estera – Italia vs Catalogna

Politica estera per politica estera, la Catalogna vive un momento sicuramente più drammatico ed esaltante che non l'Italia.
In Catalogna evidenziano che ci sono ancora politici disposti ad andare in galera o in esilio per le proprie idee e per dare un futuro migliore alla propria comunità, poiché questo è il loro scopo esistenziale.
Anche in Italia molti politici rischiano la galera ma giusto per falsificare una nota spese, pilotare un appalto, truccare un concorso, incassare qualche tangente, abusare in genere del loro potere. Lo scopo esistenziale dei nostri politici si limita a fare qualche soldo facile a spese della comunità.
Nessuno di questi politicucci da strapazzo passerà alla storia, come invece succederà immancabilmente per i prigionieri e gli esuli catalani.
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PD, basta coi Casini!

Le elezioni politiche sono andate e sono andate come dovevano andare, con una sonora sconfitta per il Partito Democratico e per il partito di Berlusconi, la sinistra supera appena la soglia di sbarramento.
Tutto come abbondantemente previsto!
Tra qualche settimana, se si mettono d’accordo, avremo un governo più o meno traballante, sempre che il PD rinunci a starsene spocchiosamente in disparte.

Sarebbe la prima volta da quando esiste questo partito, che prende coscienza di essere in minoranza e rinuncia ad associarsi con cani & porci pur di stare al governo. In nome della responsabilità li abbiamo visti allearsi più o meno direttamente con le destre e con i più grandi malfattori sulla piazza, adesso è arrivato il conto e gliel’hanno presentato proprio i loro elettori, che sono transitati a milioni nel partito di Beppe Grillo.

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Al voto, tra retorica e demagogia.

Non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima che, in prossimità delle elezioni, diverse categorie minacciano di non andare a votare. Fermo restando che astenersi dal voto è assolutamente normale e io stesso in diverse occasioni ho rinunciato al voto, quello che non capisco è il gesto plateale usato come arma di ricatto.
Non entro nel merito di nessuna di queste rivendicazioni, ma penso che utilizzare in questo modo le schede elettorali sia una maniera abbastanza qualunquistica e primordiale di intendere la democrazia.
Adoperare il voto in funzione del proprio tornaconto si è rivelato spesso un errore, in primo luogo perché si diventa facile strumento di chi in maniera spregiudicata cavalca la protesta, in secondo luogo perché nel breve lasso di tempo della campagna elettorale si potrebbero ottenere – in cambio del voto – solo vaghe promesse, destinate a dissolversi subito dopo le elezioni.

Emblematico il "Caso Sulcis" di qualche anno fa, dove a seguito delle promesse elettorali di Berlusconi, quasi tutti i comuni di quella provincia votarono per il centro-destra e poi sappiamo come andò a finire.

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Concessione in uso delle strutture comunali.

Depositata in data odierna un'interrogazione circa le modalità di affidamento degli immobili comunali. Con questa istanza chiediamo lumi a sindaco e giunta comunale circa l'affidamento della "Casa Museo" ad una ditta esterna, cogliamo l'occasione per ricordare alla maggioranza se e quando intende concedere ai gruppi di minoranza un locale dove riunirsi.
La maggioranza, si sa, può disporre liberamente di tutti i locali comunali, ma alla minoranza nonostante le promesse, non è stata concessa nemmeno una stanzetta per riunirsi.

2018. Sfida all’Europa.

Celebrate le elezioni in Catalogna, elezioni che secondo gli intendimenti del governo spagnolo dovevano "normalizzare" e "sterilizzare" le spinte indipendentiste catalane, se non siete filo ispanici e/o completamente dipendenti dai mass-media italiani, dovrete ammettere che adesso la situazione è nettamente più complicata e che il processo costituente catalano è ormai irreversibile.

Il governo spagnolo le ha tentate tutte: ho chiuso siti web, incarcerato leader politici, commissariato e costretto alla fuga mezzo governo democraticamente eletto, militarizzato gli organi di stampa, costretto al trasferimento centinaia di aziende, impedito la propaganda elettorale indipendentista, mentre con la martellante e costosissima propaganda governativa ha costretto tutti ad andare a votare, specialmente quella famosa "maggioranza silenziosa" unionista che credeva di avere dalla sua parte.

Niente da fare, il partito del premier ha preso solo 4 seggi su 135, che insieme ai socialisti e al partito dei cittadini, si ferma al 43%. Il premier pare intenzionato a conferire l'incarico al partito dei cittadini – Ciudadanos – in quanto partito più votato, ma un governo di minoranza non potrà mai avere la fiducia, sarebbe infatti abbastanza ingenuo contare sull'appoggio di Podemos che pur non essendo schierato con gli indipendentisti è da sempre un feroce avversario del governo Rajoy.

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L’esempio dei “cardisti”

gandhi_6Questo sovranismo mi stressa. Dovevo limitarmi a scrivere del sovranismo di governo e adesso mi devo dilungare anche sul sovranismo costituzionale, spero si diano una calmata prima che ci propinino il sovranismo cosmico.

Il sovranismo costituzionale ci è stato frombolato, con tanto di preambolo, in questo caldo, caldissimo agosto 2017, probabilmente la scarsa idratazione e le temperature torride hanno contribuito ad accelerare la genesi di questo primo germe di Costituzione Sarda.

In verità, forse per il proliferare di carnevali estivi, questa iniziativa è stata accolta con frizzi e lazzi un po' da tutti, specie dai conservatori dello status quo, poiché agosto si sa, è tempo di fare la conserva e non le costituzioni.

Innanzitutto bisogna cercare un termine breve per identificare gli appartenenti al Partito dei Sardi, sardisti non fa', c’è il copyright del PSdAz, sovranisti è troppo generico, in mancanza di un termine definitivo, provvisoriamente li chiameremo cardisti, neologismo direttamente derivato dal partito dei cardi, altro nome affettuoso con cui il popolo della rete, della sottospecie murrungiona, identifica il PdS.

Ebbene, con un autentico colpo di teatro i cardisti hanno regalato alla Sardegna e ai sardi un prototipo di carta costituzionale, un telaio dove imbastire la legge fondamentale della futura Repubblica di Sardegna, un esperimento generoso messo a disposizione di tutti i sardi di buona volontà che volessero contribuire al suo perfezionamento.

Tanto filantropismo politico però non è stato accolto con grande entusiasmo dai sardi, paradossalmente nemmeno dagli indipendentisti galattici, quelli di quella famosa galassia, con o senza partito, dove da qualche anno ha portato la residenza anche il sottoscritto. Più che galassia, in realtà sembriamo girini in uno stagno.

Perché tanto odio, invidia, sarcasmo, sufficienza da parte di fratelli della stessa sponda?

Intanto si sa, i sardi sono diffidenti per natura, vivono i cambiamenti con grande prudenza, specialmente nelle transizioni epocali, come accadde per esempio in occasione del referendum sulla monarchia, dove i sardi per non rischiare preferirono tenersi il re.

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Nota dell’ISDE – Domenico Scanu

Domenico-ScanuIl dottor Domenico Scanu è il nuovo presidente dell'ISDE, l'organizzazione dei medici per l'ambiente, prende il posto del compianto Vincenzo Migaleddu, recentemente scomparso. Domenico ha avuto ed ha in cura moltissimi malati di tumore della nostra zona, quando parla di queste malattie sa esattamente di cosa si tratta, sa come curarle, sa che non sempre le cure hanno successo e sa anche quali sono le cause che favoriscono la loro insorgenza.

Riportiamo integralmente la nota che il dottor Scanu ha diffuso all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato, sentenza che riavvia l'iter per la costruzione del nuovo inceneritore di Tossilo.

“Il diritto alla salute è il diritto a vivere sani, non quello di curarsi” (V. Migaleddu)

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Ma prevenire è meglio che curare…. è ancora di attualità?

ISDE con amarezza prende atto della sentenza del Consiglio di Stato del 6 Luglio 2017 (che ha ribaltato la sentenza del TAR di Luglio 2016 sull’inceneritore di Tossilo dando cosi il via libera al nuovo inceneritore) e ribadisce a tutti che, nelle sue Osservazioni alle procedure VIA (Ottobre 2014), aveva affermato che “l’inceneritore proposto per Tossilo, avrebbe aumentato comunque la quantità degli inquinanti nonostante le migliori tecnologie impiegate determinando un incremento degli impatti ambientali e sanitari nel territorio circostante. ISDE aveva osservato inoltre il preoccupante andamento temporale dell’incremento del tasso di mortalità generale in entrambi i sessi oltre che, per tutte le cause, per patologie tumorali e cardiovascolari nel distretto di Macomer.

Continua a lasciare perplessi che varie istituzioni tra cui quelle deputate alla tutela della salute non colgano questo semplice ragionamento. Noi, nonostante le conclusioni dell’iter amministrativo, alla luce delle evidenze scientifiche prodotte a livello nazionale ed internazionale, non possiamo permettere di attendere una ennesima conta dei morti (magari dal promesso Registro Tumori Regionale) per decidere tra altri venticinque anni se è il caso di continuare con l’incenerimento o assumere soluzioni alternative sia a Tossilo che a Macchiareddu o altrove. Non vogliamo che il carico di sofferenze, di malattia e morti che attanaglia la Sardegna e sostenuto dalle criticità ambientali, si esasperi ulteriormente con l’incenerimento dei rifiuti, pratica assolutamente da bandire, mentre dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.

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La Nuova Sardegna del 14 luglio 2017

Parco di Prunas abbandonato, opposizione all’attacco

SILANUS. Lo stato di abbandono in cui versa il parco montano di Prunas-Su laccheddu è stato oggetto di un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare LiberaMente.
I quattro consiglieri di opposizione (Angelo Morittu, Donatella Cherchi, Michele Cossu e Gianmarco Cappai) hanno depositato un documento in Comune per chiedere lumi sul futuro che si vuole dare alla struttura, in modo particolare alla baita di Su laccheddu, che oggi è abbandonata a se stessa.
L’argomento verrà affrontato nel corso della prossima riunione del consiglio comunale.
Gli interroganti, che chiedono la risposta scritta, vorrebbero conoscere quali sono le intenzioni degli amministratori comunali in merito al completamento dell’opera e alla gestione e fruizione della struttura ricettiva che da anni attende di essere completata.
I quattro consiglieri del gruppo LiberaMente chiedono, inoltre, di conoscere i tempi per la messa in sicurezza del sito e se l’abbandono del progetto originario possa comportare costi per l’amministrazione e suscitare rilievi da parte della Corte dei conti. Nella parte finale dell’interrogazione i consiglieri si pongono questo interrogativo: «Stante la mancanza di idee e progetti – scrivono Morittu, Cherchi, Cossu e Cappai – per non lasciare in eredità ai prossimi amministratori un’opera incompiuta, si chiede di valutare la possibilità dell’abbattimento della struttura ricettiva e di riportare lo stato dei luoghi alle origini».

Tore Cossu

Una doverosa spiegazione

unnamedEravamo rimasti che mi sono dimesso da consigliere comunale. Intanto ringrazio quanti e siete in tanti, mi hanno rivolto un attestato di stima a volte accompagnato da un garbato disappunto, per la decisione di lasciare il posto ai miei compagni di lista.

Per tutto questo e anche perché l’avevo promesso, è doveroso spiegare meglio questo gesto.

In realtà per quanti hanno seguito il percorso che ha portato alla formazione di questa lista non c’è stata alcuna sorpresa, poiché in caso di mancata vincita avevamo stabilito che ci sarebbe stato l’avvicendamento, onde permettere anche ai meno votati di fare esperienza di consiglio. Tutto ciò che abbiamo fatto è pubblico e pubblicato, ma vale la pena ricordarlo.

Il sottoscritto aveva ripetutamente dichiarato di non essere disponibile a fare due mandati consecutivi, nonostante ciò, era stato invitato alla riunione per la costituzione della cosiddetta lista unitaria, ribadendo la sua netta contrarietà a fare una lista tra opposizioni e maggioranza che ancora sedevano in consiglio comunale.

La contrarietà è stata ancora più netta quando è stato espresso e ribadito il concetto che nel paese ormai non c’era più abbastanza gente disponibile a candidarsi perché stufa della politica (sic!), ma sopratutto in questo modo si sarebbe sbarrata la strada al terzo mandato per Luigi Morittu, osteggiato da parte del suo stesso Partito Democratico, dal Partito dei Sardi, dai Rossomori e da ciò che restava di Insieme per Silanus.

Per un certo periodo siamo tornati in pista anche noi, come ex-gruppo “Indipendentes pro Silanus”, ma solo per un eventuale accordo col Partito dei Sardi, con la netta pregiudiziale che il sindaco doveva essere il nostro, poiché non avremmo tollerato la dipendenza del primo cittadino da quel partito.

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Dimissioni di Angelo Morittu

In data odierna ho rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Come riportato sulla lettera di dimissioni, non esiste altra motivazione se non gli accordi interni alla lista LiberaMente Silanus che prevedevano, in caso di mancata vittoria, le dimissioni in favore di altri compagni di lista previo periodo di affiancamento.

Sei anni tra i banchi dell'opposizione sono più che sufficienti per maturare una discreta esperienza, adesso è giusto che anche gli altri facciano questa impagabile esperienza.

Sono sicurissimo che tutti i compagni del gruppo saranno in grado di svolgere benissimo il ruolo che gli compete, quanto e meglio del sottoscritto.

Non siederò più tra i banchi del Consiglio Comunale, ma Il mio impegno all'interno del gruppo di supporto ai nostri consiglieri eletti non verrà certo a mancare.

Donatella Cherchi sarà la nuova coordinatrice del gruppo consiliare LiberaMente Silanus, al mio posto subentrerà Gian Battista Tola.
 
Un caloroso augurio di buon lavoro a tutti!

Dimissioni da consigliere comunale