Perché aumentano le tasse sui rifiuti

Sull’Unione Sarda del 17 luglio 2019 due paginate dedicate al ciclo dei rifiuti in Sardegna. Leggendole, in aggiunta a tutto ciò che abbiamo imparato negli ultimi anni, ci sembra ovvio che l’aumento delle bollette della TARI, non sia un fatto ineluttabile accaduto per caso, ma un preciso esito delle scelte politiche degli ultimi lustri.
Prima dell’avvio della differenziata gli utenti si attendevano che i costi del servizio scendessero, il fatto che ciò non sia avvenuto dipende essenzialmente dal mancato riconoscimento del valore dei materiali differenziati, non essendo stata creata e incentivata, per esempio, la filiera del riciclo.
Dunque, accettare l’aumento dei costi come una normale tendenza all’aumento dei prezzi non assolve nessuno, anzi!
I prezzi dei servizi aumentano in presenza dei monopoli, delle politiche sbagliate e dello scarso progresso tecnologico, non è assolutamente vero che le tariffe aumentano perché tutto aumenta.

Per esempio i carburanti, nonostante l’elevatissima pressione fiscale e le fluttuazioni mensili, negli ultimi 7/8 anni costano praticamente uguali (Fonte MISE), anche i prezzi dei prodotti elettronici sono calati sensibilmente, per non parlare delle tariffe telefoniche in costante discesa; mentre il costo medio delle bollette della tassa sui rifiuti domestici è aumentato nello stesso periodo del 60%!
È dunque un paradosso che a fronte della raccolta differenziata sempre più spinta le tariffe aumentino. aumentano perché gli inceneritori bruciano materie prime seconde che potrebbero avere un riutilizzo industriale, aumentano perché con la crescita della differenziata aumenta il costo unitario dell’incenerimento, aumentano perché i materiali da avviare al riciclo devono raggiungere gli stabilimenti spesso molto lontani dal punto di raccolta, aumentano insomma perché non si applicano in questo campo le migliori pratiche oggi disponibili per economizzare il processo, ma tutto procede come trent’anni fa.
Tutte queste colpevoli diseconomie le paghiamo e continueremo a pagarle in bolletta, senza che la politica accenni al benché minimo cambiamento di rotta, ma continui ad annunciare nuovi inceneritori, nuove discariche e quando il sistema si inceppa non trova di meglio che spedire i rifiuti all’estero.


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