• Nella sezione "BLOG" sono ospitati articoli pubblicati a titolo personale, pertanto non necessariamente rispecchiano la linea politica del gruppo

    "LiberaMente Silanus"

Voto utile, utile a chi?

Finalmente anche questa (brutta) campagna elettorale si avvia al termine, quindi fra qualche giorno avremo un governo regionale nuovo di zecca, o quasi.
La legge elettorale regionale, calibrata in base al vecchio bipolarismo PD-Forza Italia, favorirà i due schieramenti più grandi lasciando le briciole agli altri, per giunta solo due dei sette candidati presidente entreranno in consiglio, tutti gli altri resteranno inesorabilmente fuori.
Come se non bastasse anche la riduzione da ottanta a sessanta seggi contribuirà a limitare la rappresentanza non solo dei territori, ma anche delle idee.
Sarà curioso osservare anche come funzionerà la doppia preferenza di genere.
C’è da scommettere che anche questa volta a causa della macchinosità dell’attribuzione dei seggi, ci saranno ricorsi e contro-ricorsi e prima di avere la proclamazione definitiva degli eletti potranno passare diverse settimane.
Tornando sul nostro territorio, due argomenti particolarmente importanti sembra non interessino un granché i nostri candidati, molto più impegnati a guadagnarsi l’agognato seggio con sorrisi e impegni di ogni genere che non a spiegare cosa intendano fare sul fronte dell’acqua pubblica e della gestione dei rifiuti.

Acqua. Dentro il comitato Abba-Giusta, prima come consigliere comunale e poi come privato cittadino, sono stato fortemente impegnato nel difendere l’utenza di Silanus dai soprusi di Abbanoa, insieme abbiamo potuto toccare con mano l’arroganza dei vertici di Abbanoa che hanno eretto un muro di gomma davanti alle nostre pretese tutt’altro che infondate.
Abbiamo visto all’opera il terzetto dei macomeresi: Murtas, Maninchedda e Congiu, schierato come una testuggine in difesa del gestore idrico della nostra acqua, contro ogni logica, contro i cittadini, contro il senso stesso della giustizia.
Beninteso non chiedevano alcun trattamento di favore, ci mancherebbe altro, ma dai rappresentanti del nostro territorio non ci attendevamo questo accanimento contro le nostre legittime aspettative che, lo ripeto ancora, consistevano nel ricalcolo delle bollette decurtate del servizio di depurazione che a Silanus non ha funzionato dal 2006 al 2015. Ricalcolo che, apprendiamo dai giornali, è stato accordato ad altri comuni con lo stesso nostro problema, ma non a Silanus. Pazienza, continueremo a lottare.
Oggi questi fenomeni ci chiedono il voto, ce lo chiedono addirittura come “indipendentisti”!
Perbacco, se questi sedicenti indipendentisti, avendoli visti all’opera, dovessero governare la Sardegna con i pieni poteri di cui farneticano in campagna elettorale, non ci resterebbe che l’esilio in Papuasia.
Prima di chiedere ancora il voto si sarebbero dovuti interrogare, lor-signori, circa il contributo che hanno dato al territorio facendo gli onorevoli turisti tra via Roma e viale Trento.
Vero è che spesso nessuno chiede loro conto, a cominciare dai sindaci del territorio nonché azionisti di Abbanoa, dove l’acqua del rubinetto è praticamente imbevibile, dove un’ordinanza per l’acqua non potabile è solo un fastidioso adempimento burocratico e dove molti di loro non hanno la più pallida idea di come stiano funzionando i depuratori.
Rifiuti. Gli onorevoli candidati dovrebbero altresì spiegare lo zelo riposto nell’imporre al nostro territorio altri vent’anni di servitù all’inceneritore di Tossilo, azione anche questa fuor di logica, antieconomica, sporca e nociva.
Possibile che nessun candidato abbia nulla da dire di fronte al recente sequestro giudiziario del cantiere, dovuto a quanto pare ai dati contraddittori forniti dalla ASL circa l’incidenza delle malattie tumorali nel nostro territorio.
Eppure i medici per l’ambiente, primo fra tutti il compianto Vincenzo Migaleddu, hanno denunciato per anni, inascoltati, che i dati relativi ai tumori erano tutt’altro che rassicuranti. In tal senso sarebbe bastato chiedere ai medici del territorio se è vero o no che mai come negli ultimi anni si assiste all’aumento dei malati di cancro.
Niente da fare, grazie a questi signorotti e per volontà dei dominatori romani, l’inceneritore da sessantamila tonnellate annue si farà e brucerà i rifiuti di tutto il nord Sardegna.
Per non parlare delle carte “strane” prodotte nello studio di impatto ambientale, stranezze segnalate anche al SAVI, che tuttavia non ha riscontrato alcuna anomalia, nemmeno quanto ad un certo punto lo studio non parlava più dell’inceneritore ma di un impianto eolico (sic!), mannaggia al cut & paste!
In questi giorni di protesta da parte dei produttori di latte si sta prospettando l’idea di avviare, proprio a Tossilo, la produzione di latte in polvere per la Cina che lo utilizzerebbe anche come alimento per i bambini. Possibile che nessuno noti l’assurdità di avere un inceneritore di rifiuti provenienti da mezza Sardegna nello stesso sito dove si lavora il latte, il formaggio, la carne e la farina? Non serve essere degli scienziati per capire che dove c’è una fornace che brucia di tutto, giorno e notte, non è propriamente salubre manipolare e confezionare i prodotti alimentari.
Visto che la abbiamo citata, evidentemente non sanno gli sponsor del bruciatore che, da qualche anno anche la Cina sta invertendo la rotta e ha avviato un gigantesco progetto di riconversione delle sue fabbriche più inquinanti che in pochi anni dovranno adeguarsi a rigorosissimi limiti delle emissioni, distanze dai centri abitati e dalle produzioni alimentari.
Dunque mentre in Cina chiuderanno migliaia di fabbriche inquinanti, a Macomer costruiamo un nuovo inceneritore nel mezzo agli stabilimenti di prodotti alimentari, complimenti agli statisti! Anche se il termine più pertinente sarebbe “caddozzi”!

Possibile che non usciamo dalla maledizione delle cose fatte “alla sarda”, cui spesso i sardi stessi danno accezione di cosa fatta male in modo grezzo e approssimativo?
Purtroppo non saranno gli uscenti da questa tornata elettorale ad invertire la rotta, ancora troppo forte la dominazione dell’affarismo e del clientelismo nostrano e italiano, ancora troppo radicata la convinzione di vivere in una terra assistita dalla matrigna italiana, senza la quale moriremmo di fame.
In realtà, si notano qua e la piccoli germi di autodeterminazione, ma in quanto germi spesso ancora indistinti e non sempre genuini.
Se vogliamo vincere questa sfida nei prossimi anni bisognerà continuare a seminare consapevolezza e sopratutto non cessare mai di selezionare le energie migliori, scartando le imposture.

A.M.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi