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    "LiberaMente Silanus"

L’editto di Abbanoa

Non è la prima volta che il Grande Capo di Abbanoa scrive ai Comuni-Soci dell'azienda che lui amministra, ma questa volta ha decisamente passato il segno!

Non soddisfatto dell'appoggio incondizionato del socio regionale e principalmente rappresentato dal Partito Democratico e dal Partito dei Sardi, che tutto gli stanno permettendo pur di cartolarizzare il risanamento economico della società, adesso vorrebbe incassare il sostegno dei sindaci-soci.

Lo fa con una lettera-editto dove accusa i promotori delle cause contro la "sua" ditta di agire contro la legge e per incofessabili ambizioni politiche.

Peccato che nell'assolvere al suo ruolo di amministratore ogni tanto perda la brocca e non capisca che il mondo non necessariamente gira attorno al suo ego, arbitro del bene e del male.

La sua è una delle rare aziende pubbliche che non ha mai riconosciuto il ruolo delle associazioni dei consumatori, ruolo che nei paesi civilizzati è sancito e garantito per legge.

Ma lui no, lui scrive ai sindaci e lo fa con piglio da prepotente, dall'alto in basso spiega che la ragione e la legge sono dalla sua parte.

Per asserirlo non attende le sentenze, lui non ha bisogna delle sentenze e lo spiega con dovizia di particolari.

Può anche darsi che abbia ragione, ma il senso di fastidio che traspare dalla sua lettera è insopportabile, insopportabile per me che non sono sindaco, figuriamoci per un sindaco che la riceve. Attendiamo con ansia che qualche sindaco gli risponda per le rime o per essi il presidente dell'ANCI, Emiliano Deiana.

In buona sostanze l'Amministratore Unico di Abbanoa esorta i sindaci-soci, di cui egli evidentemente si sente fratello maggiore a non fornire alcuna condivisione, patrocinio, sostegno o appoggio alle iniziative dei consumatori.

 

Secondo l'assunto bislacco che non possa esistere un socio che "fa causa a se stesso", i "suoi" sindaci dovrebbero per esempio evitare di concedere una sala o un punto di raccolta delle adesioni presso i locali comunali. Lui che è stato sindaco evidentemente avrebbe fatto così.

Purtroppo o per fortuna la legge prevede che i soci di una qualsiasi società possano chiamare in causa gli amministratori quando presumono di sentirsi danneggiati e i giudici servono a dirimere il contenzioso.

Invitare i sindaci a boicottare le iniziative dei comitati equivale a schierarli contro i cittadini, mentre – non serve scriverlo – le sale devranno essere sempre disponibili per la propaganda di Abbanoa.

Complimenti per l'autogol!

Sappiamo tutti che il tribunale è l'extrema ratio per quelle controversie che avrebbero potuto e dovuto avere una soluzione meno lunga e dispendiosa, specialmente per i cittadini, visto che lui, perda o vinca le cause, rimane abbarbicato alla sua poltrona.

Per vincere la causa, vietare i locali comunali non serve a nulla, se non ad esasperare gli animi, visto che quando si parla dei soprusi di Abbanoa, di gente che mette a disposizione le sale – anche gratis – ne troviamo a decine.

Una lettera veramente sgradevole offensiva, i sindaci-soci dovrebbero prendere buona nota di questo documento, utilizzandolo per dare il benservito all'Amministratore Unico e sceglierne uno dotato della dose minima sindacale di umiltà e di capacità di ascolto.

A.M.

Di seguito la lettera ai sindaci.

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