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    "LiberaMente Silanus"

Una doverosa spiegazione

unnamedEravamo rimasti che mi sono dimesso da consigliere comunale. Intanto ringrazio quanti e siete in tanti, mi hanno rivolto un attestato di stima a volte accompagnato da un garbato disappunto, per la decisione di lasciare il posto ai miei compagni di lista.

Per tutto questo e anche perché l’avevo promesso, è doveroso spiegare meglio questo gesto.

In realtà per quanti hanno seguito il percorso che ha portato alla formazione di questa lista non c’è stata alcuna sorpresa, poiché in caso di mancata vincita avevamo stabilito che ci sarebbe stato l’avvicendamento, onde permettere anche ai meno votati di fare esperienza di consiglio. Tutto ciò che abbiamo fatto è pubblico e pubblicato, ma vale la pena ricordarlo.

Il sottoscritto aveva ripetutamente dichiarato di non essere disponibile a fare due mandati consecutivi, nonostante ciò, era stato invitato alla riunione per la costituzione della cosiddetta lista unitaria, ribadendo la sua netta contrarietà a fare una lista tra opposizioni e maggioranza che ancora sedevano in consiglio comunale.

La contrarietà è stata ancora più netta quando è stato espresso e ribadito il concetto che nel paese ormai non c’era più abbastanza gente disponibile a candidarsi perché stufa della politica (sic!), ma sopratutto in questo modo si sarebbe sbarrata la strada al terzo mandato per Luigi Morittu, osteggiato da parte del suo stesso Partito Democratico, dal Partito dei Sardi, dai Rossomori e da ciò che restava di Insieme per Silanus.

Per un certo periodo siamo tornati in pista anche noi, come ex-gruppo “Indipendentes pro Silanus”, ma solo per un eventuale accordo col Partito dei Sardi, con la netta pregiudiziale che il sindaco doveva essere il nostro, poiché non avremmo tollerato la dipendenza del primo cittadino da quel partito.

Quando al tavolo son tornati i piddini, ci siamo definitivamente defilati. Avevamo però alcuni candidati pronti a correre e in poche ore dovevamo decidere se lasciare campo libero al famigerato accordo sottoscritto dai quattro partiti a Casa Scarpa e lasciare loro tutti i 12 seggi del consiglio comunale, dove tutto era deciso e spartito un mese prima del voto: sindaco, vicesindaco e assessori.

Decidemmo di completare e presentare la lista, una lista che doveva assumere un altro nome e formata in larga misura da giovani o comunque anche gente più matura senza passate esperienze di amministrazione, ma sopratutto senza alcun vincolo di partito.

Lo dico con orgoglio, riuscimmo a mettere insieme una lista di grandissimo valore, ciascuno di noi poteva fare il sindaco, lo chiesero a me e non mi tirai indietro poiché ero e sono sicuro che sarei stato supportato da un validissimo gruppo, coeso e capace. Potevamo vincere, ma purtroppo abbiamo perso. Nessun problema, con i nostri voti abbiamo comunque garantito un’amministrazione al comune, poiché alla conta, senza di noi, sarebbe arrivato il commissario prefettizio e soprattutto abbiamo mantenuto il diritto di rappresentanza alla minoranza.

Far fare altri 4 anni di minoranza al sottoscritto non avrebbe aggiunto nulla all’economia del nostro gruppo, mentre abbiamo ritenuto più importante che anche altri potessero fare esperienza di consiglio, questo avevamo deciso in caso di mancata vittoria e questo stiamo facendo.

In un anno i miei 3 colleghi: Donatella Cherchi, Michele Cossu e Gianmarco Cappai hanno già preso dimestichezza del ruolo, pertanto sono perfettamente in grado di accogliere e istruire Gian Battista Tola, sapendo che possono contare anche su un gruppo di supporto che si riunisce almeno una volta al mese. Le nostre riunioni si svolgono purtroppo in un locale privato poiché, nonostante le promesse, il sindaco non ci ha ancora concesso un locale comunale, mentre la maggioranza ha ovviamente la piena disponibilità di tutti i locali. Pazienza, siamo uomini di mondo e sappiamo che non tutti sono di parola, specialmente quando si tratta di promesse elettorali.

Come sta andando in consiglio comunale? Metto un “Non mi piace”, mi spiace dirlo, ma il sindaco si sta dimostrando una persona estremamente intollerante verso le minoranze, ogni critica viene vissuta come un attacco personale da respingere aggressivamente, totalmente dimentico che, essendo anche presidente del consiglio, dovrebbe assumere un atteggiamento più conciliante e meno arrogante. Spesso l’aula consiliare si trasforma nel set di "Un giorno in pretura" con tanto di arringhe fuori luogo.

Ogni nostra richiesta di condivisione viene ignorata, a cominciare dall'istituzione delle commissioni, sono state bocciate mozioni di assoluto buon senso, una per tutte quella su Tossilo, in un anno è stato disarticolato il comitato contro Abbanoa, rimangono solo gli annunci e la fuffa su Facebook.

Capisco anche come non sia simpatico avere all’opposizione il suo ex-compagno di minoranza col quale una volta condivideva (quasi) tutto e spero che il mio passo indietro serva almeno a mitigare la sua ansia da prestazione.

Detto questo sappiamo che stare all’opposizione comporta un certo sacrificio, bisogna prepararsi quanto e più che stare in maggioranza, dove almeno c’è il conforto dei numeri e si può passare un intera consiliatura senza aprir bocca.

Una cosa però ci conforta, aver smentito l'assunto che Silanus sarebbe un paese politicamente morto e aver dimostrato che ci sono almeno 600 silanesi che non si riconoscono nei vecchi, vecchissimi partiti rappresentati da Lucia Giau, GianPiero Zolo, Checco Nieddu e Mario Attene, partiti una volta divisi e che adesso per vincere hanno dovuto mettersi insieme.

Abbiamo modestamente dimostrato che i silanesi non sono stufi della politica, viceversa sono stufi di omologarsi ai soliti partiti e l’hanno clamorosamente dimostrato con i numeri, è successo questa volta e prossimamente succederà in misura ancora piu marcata. Come non bisogna nemmeno dimenticare, ma interrogarsi del perché sempre più cittadini non vadano più a votare.

Avrei voluto concludere il mio mandato votando un documento di solidarietà nei confronti di Doddore Meloni e di condanna per l’ingiurioso trattamento subito, non l’ho portato io per evitare che venisse sonoramente bocciato, c’era il nostro accordo e sembrava che dovesse portarlo la maggioranza, che però non ha trovato i cinque minuti di tempo necessari per scriverlo, pazienza se ne hanno voglia lo porteranno al trigesimo o quando riterranno opportuno.

Detto questo, tranquillizzo i nostri sostenitori, Gian Battista e gli altri nostri consiglieri saranno senz’altro in grado di adempiere, quanto e meglio del sottoscritto, al loro mandato ed è a loro che va il mio convintissimo sostegno e il mio augurio di buon lavoro, nell’esclusivo interesse del nostro paese.

Anghelu

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