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    "LiberaMente Silanus"

Aneddoto buffo n°1

(Breve storia divertente, anzi ridicola)

Sei anni fa cominciai la mia esperienza politica in seno al consiglio comunale di Silanus, ma l’esordio non fu dei più semplici.

La cosa non venne presa tanto bene, specialmente dai miei amici della cosiddetta “sinistra silanese”. In un mercato politico fossilizzato da quarant’anni di schieramenti ben definiti , con le sempre solite persone che disegnano le liste, l’affacciarsi di un outsider, fuori da quelle logiche con una lista di persone totalmente nuove e fuori da quegli schemi, poteva complicare la vittoria del PD che comunque con la saldatura con l’area popolare degli ex-margheritini non avrebbe dovuto avere, come non ebbe, alcun problema a vincere le elezioni.

Ma si sa, per conquistarsi un seggio bisogna prendere i voti casa per casa e fu così che alcuni sciocchi esponenti del PD silanese, sottolineo alcuni poiché nel PD ci sono anche persone in gamba, ci regalarono tanti graziosi epiteti, specialmente il sottoscritto, a causa del suo indipendentismo diventò “leghista” (nel gergo dei piddini è il massimo insulto. NdA), era quello che rubava i “loro” voti per favorire la destra, era l’ateo e anticlericale che voleva diventare sindaco. Il sindaco si sa, come il maresciallo, il medico condotto, la maestra e il farmacista deve essere cattolico fervente, altrimenti che sindaco è!

È andata a finire che purtroppo il sottoscritto non è stato ancora folgorato dalla fede, la sinistra silanese adesso governa insieme a quegli esponenti della destra che tanto detestava, perché clientelare, cattiva (ah, i volantini notturni, you remember?) e classista, che nel frattempo è diventata anche indipendentista, niente male come contrappasso!

Abbrustoliti dal Sacro Fuoco della Leopolda, più che “Sacro Fuoco”, un rogo di copertoni, oggi i renziani si accorgono che anche il loro Caro Leader Matteo è perfettamente interscambiabile col Matteo leghista. "Aiutiamoli a casa loro" e "non abbiamo il dovere morale di accogliere chi sta peggio", sono parole d’ordine che l’odiato leghista Salvini ha fatto subito sue, salutando l’ingresso di Renzi nel club dei populisti, razzisti e xenofobi.

E le belle parabole mediorientali del dividi il mantello, il pane, la casa con lo straniero che fine hanno fatto? Ah gia quelle più che parabole esemplari, sono metafore, iperboli.

Mai nerzas de cuss’abba non nde bufo!

post renzi

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