Opus incertum

Consiglio Comunale def294-01l 21 aprile 2017. Si è discusso di bilancio e opere pubbliche per il triennio 2017-19.

In perfetta continuità, anche lessicale, con la precedente consiliatura il piano triennale delle opere pubbliche è stato definito “libro dei sogni” e i sogni, si sa, non si discutono ma si dissolvono al risveglio.

Ormai i nostri consigli comunali si svolgono come una specie di funzione religiosa, dove il sindaco e giunta officiano la messa e poi si vota senza tante chiacchiere, fatti salvi – ovviamente – gli interventi del nostro gruppo di minoranza che si documenta e interviene regolarmente, a questo proposito è facile immaginare come sarebbero stati i consigli comunali senza la minoranza, visto che ad oggi diversi consiglieri non sono mai intervenuti e probabilmente anche nei prossimi quattro anni si limiteranno ad alzare e abbassare la manina.

Ma molto più plausibilmente, visti i numeri, non ci sarebbe stato alcun consiglio comunale e avrebbe deciso tutto il commissario prefettizio.

Ribadiamo che nonostante nella passata consigliatura, l’attuale maggioranza chiedesse, dall’opposizione, l’istituzione delle commissioni consiliari, adesso che governa si dimentica di ciò e non solo, si dimentica anche che, fino ad oggi, tra tutti gli spazi comunali non ne ha individuato uno da concedere al gruppo di minoranza.

Liberato il campo dai sogni, pubblichiamo l’elenco del programma triennale delle opere pubbliche e riportiamo qualche nostra osservazione fatta anche in sede di consiglio.


Nuraghe Orolio, il famigerato progetto da 1,4 milioni di euro slitta di anno in anno in attesa di finanziamenti, ma come possono arrivare i finanziamenti se nemmeno si chiedono?

A precisa domanda se almeno la domanda per accedere ai fondi dell’8×1000 sia stata fatta non abbiamo ottenuto risposta, ci rispondiamo da soli, per l’anno 2015 Silanus non risulta tra gli enti facenti domanda, mentre per il 2016 non è ancora reperibile l’elenco.

Eppure in ogni sede si ripete il mantra della valorizzazione e tutela dei nostri beni culturali e bla-bla-bla, ma poi ci si dimentica che, per farlo seriamente, bisogna investire dei soldi.

Anche nella programmazione del fondo unico, zero euro per le opere minime di salvaguardia e promozione dei nostri nuraghi, a cominciare da Corbos e Orolio, eccetto i soliti interventi su Santa Sarbana e Santu Laretu.

Speriamo che negli 8mila euro previsti per S.Sarbana sia previsto anche lo smantellamento di quella orripilante baracca che accoglie i visitatori, eppure abbiamo il centro servizi e i muristenes, perché non staccare li i biglietti e ristabilire un minimo di decoro?


Quasi 2 milioni di euro per eliminare il rischio idrogeologico sul versante di Carrachentu, la novità annunciata con grande soddisfazione dal sindaco e accolta con favore anche dal nostro gruppo è che non si sventrerà più mezzo paese per collegare il canale tombato sotto la piazza, con il canale di Birdis, ma si farà un canale scolmatore a nord dell’abitato, all’altezza della strada della cava. L’unica scelta saggia suggerita dalla tecnica idraulica e dal buon senso, ma in passato sdegnosamente scartata dai tecnici che volta per volta sono venuti a raccontarci che era meglio la soluzione dei due canali, prima a destra, verso Funtana de Conzu e poi a sinistra verso via Stazione, mentre la soluzione naturale lungo via Lepanto venne ritenuta non praticabile.

Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a rallegrarci per questo cambio di progetto, fortemente auspicato da noi, che subito sindaco e sopratutto la vicesindaca gelano la nostra soddisfazione, la soluzione del canale scolmatore sarebbe stata imposta dal cambio delle norme sulla materia e non tanto per loro scelta, poiché evidentemente incapaci di capire che certi progetti, oltreché inutili e costosi potrebbero rivelarsi anche dannosi. Inutile e ingiustificato risulta quindi il recente allargamento del primo tratto di canale sotto la piazza, visto che continuerà a raccogliere solo la poca acqua che entra nelle stratta presa a monte e che ricordiamo, è costato 350 mila euro.


Scomparsi gli interventi per il progetto del museo comunale e cancellata la voce sulla baita montana (sic!) de Su Lacheddu, qui evidentemente l’attuale maggioranza non è stata capace di sognare un bel nulla e tanto meno di progettare un qualsiasi completamento.

A memoria sappiamo che per questi due progetti il nostro comune ha ricevuto dei finanziamenti e sappiamo che non si possono cominciare opere pubbliche per poi non completarle, pena la restituzione delle somme.

Sul museo non sappiamo esattamente quanti soldi siamo arrivati e spesi, sappiamo però che per realizzare i locali ad esso destinato hanno vituperato e devastato la casa più bella e antica di Silanus, un gioiello architettonico ormai irrimediabilmente perduto. Perché una volta, ma anche adesso, si governava cosi: arrivavano i soldi e bisognava spenderli, magari sperperandoli o distruggendo importanti testimonianze del passato. Negli stessi anni si compiva anche lo scempio di S.Sarbana.


Per la baita montana – che cavolo di nome – l’unico sogno riguarda la sua messa in sicurezza, pochi soldi che serviranno probabilmente per murare le aperture in attesa di tempi ed idee migliori o peggio ancora, per lasciare in eredità ai futuri amministratori un’autentica patata bollente.

Dopo i guai con la causa Motzo, che ancora non si sa quante centinaia di migliaia di euro ci costerà, prima o poi arriverà il conto salato per l’incompiuta de Su Lacheddu, almeno mezzo milione. L’idea malsana di acquisire al patrimonio comunale quell’area e di realizzarci un caseggiato senza alcuna utilità, scopo o programma di utilizzo e gestione, non è ovviamente da attribuire a questa amministrazione, che invece ha il preciso compito e responsabilità di decidere cosa fare.

Di seguito la tabella del programma triennale delle opere pubbliche approvato con i soli voti della maggioranza.


elenco triennale

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