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    "LiberaMente Silanus"

Il vostro caro leader

matteo-renziIn Italia, un Parlamento eletto con una legge che premia in modo straordinario la maggioranza, riducendo la rappresentanza delle minoranze, nomina un Presidente del Consiglio, che approfittando dei suoi numeri sceglie non di governare, ma di ridisegnare la geografia del parlamento che l'ha nominato, stravolgendone la composizione ad esclusivo vantaggio della sua fazione. Non contento, vorrebbe mettere mano anche alla legge elettorale con lo stesso intento. Non ottenendo i numeri sufficienti in Parlamento, si rivolge al popolo, chiedendo ad esso di aiutarlo a compiere il suo disegno, attraverso un referendum. Ma il cosiddetto popolo non ha certo il tempo, gli strumenti e la capacità per valutare ogni implicazione delle modifiche costituzionali oggetto del referendum, allora si ricorre alla propaganda su ogni canale mediatico possibile.

Domenica si voterà la nuova legge fondamentale dello stato italiano ricorrendo allo strumento del populismo mediatico, ma questa volta non per opera di un tycoon televisivo, ma per mano del cosiddetto Partito Democratico che in recente passato denunciava queste pratiche.

È legale tutto questo? Parrebbe di si, ma ciò che è legale è sempre giusto?

No, assolutamente No!

In certi paesi è legale la pena di morte, la tortura, la persecuzione del dissenso, il concetto di legalità in realtà è un concetto piuttosto aleatorio costantemente riadattato secondo le esigenze della classe dominante.

Questa campagna elettorale dimostra che chi cavalca oggi il populismo in Italia, non è solo la lega o il M5S, ma è inequivocabilmente e principalmente il Partito Democratico.

Disarticolare la rappresentanza territoriale, abolendo le provincie in favore di Unioni dei Comuni composte dai Sindaci fa il paio con l’abolizione del Senato elettivo in favore di un Senato composto da presidenti di regione e sindaci, con l’obiettivo di realizzare un sistema piramidale al cui apice sta il governo, una regressione autoritaria e accentratrice di stampo medievale, altro che modernizzazione!

Non possiamo bloccare le grandi opere perché i territori si oppongono, ha detto la senatrice Finocchiaro. In questa frase è racchiuso il senso perverso di questa riforma, i territori non dovranno fare altro che sottostare ai disegni del governo di turno e per la Sardegna questo è un avvertimento sinistro che riguarda politica energetica, dislocazione dei poligoni militari, smaltimento dei rifiuti e in futuro chissà, anche centrali nucleari e/o stoccaggio di rifiuti pericolosi.

Come la pensano i sardi lo sapremo nei prossimi giorni, ma si sa, molti sardi – specialmente se amministratori – sono più interessati alle sorti dell’Italia che non a quella del territorio che li ha espressi. Più interessati agli interessi dei loro partiti di riferimento che non al futuro del popolo che dovrebbero rappresentare.

La sciatteria, l’ignoranza, l’arroganza e la cecità dei nostri amministratori la vediamo a tutti i livelli, tutti – indistintamente – molto più interessati a garantirsi un tozzo di potere che ad immaginare una possibilità di riscatto per il proprio territorio.

Questa lotta la vediamo anche nella battaglia referendaria dove le opposte fazioni, spesso e volentieri, si combattono a colpi di slogan totalmente privi di fondamento.

I rischi reali se passasse questa riforma sono palesi ed evidenti, i vantaggi sono solo miraggi populistici, respingere questa deriva demo-fascista è un dovere anche per chi, considerandosi indipendentista, non avrebbe alcun interesse a difendere la costituzione di uno stato che non considera suo.

A.M.

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