NO all’inceneritore, anzi SI!

Il Consiglio Comunale di Silanus, nella seduta di venerdì 11 novembre 2016, è stato convocato principalmente per la presentazione delle dichiarazioni programmatiche del nuovo Sindaco e della sua Giunta. In altri tempi (anche  solo dieci anni fa), sarebbe stata una assemblea molto affollata con una partecipazione dei cittadini sicuramente attenta ed interessata.

Nulla di tutto questo ormai, ed è una constatazione per nulla incoraggiante, in una sala consiliare quasi deserta (solo 6/7 persone nel pubblico), il neo Sindaco Gian Pietro Arca ha rapidamente letto ed illustrato in maniera molto succinta – easy – una cartellina di 7/8 paginette contenente gli impegni della sua amministrazione per i prossimi 4 anni e mezzo circa.

Nemmeno le diverse ed argomentate perplessità ed interrogativi da noi sollevati in replica ai vari punti illustrati dal Sindaco, hanno avuto l’effetto di scuotere la maggioranza e sollecitare un minimo di dibattito nell’assemblea. Nessun intervento da parte degli assessori, così come da parte dei consiglieri di maggioranza, incluso il capo gruppo Zolo; non ci è sembrato questo un buon segnale, per un Consiglio quasi interamente rinnovato.

Speriamo di essere presto smentiti dai fatti.

Conclusa velocemente la parte relativa agli impegni programmatici del Sindaco e della sua squadra, il Consiglio si è svegliato dal torpore non appena è iniziata la discussione della mozione urgente da noi presentata (la stessa in corso di discussione pressochè in tutti i Consigli Comunali della Sardegna) sulla costruzione del nuovo inceneritore di Macomer.

Ovviamente non ci si aspettava nulla di nuovo circa la posizione del neo-Sindaco; come ex consigliere di minoranza era sempre stato, in ossequio alla linea di partito, chiaramente e coerentemente favorevole alla realizzazione del terzo forno di Tossilo, bisogna dargli atto che non ha mai cambiato posizione. Nessun imbarazzo avrebbero dovuto avere né il Sindaco né la parte della Giunta (almeno chi si è pronunciato con dichiarazione di voto) ad essere iscritti tra i favorevoli all’impianto.

Infatti, come ha fatto notare il nostro consigliere Gianmarco Cappai con la schiettezza ed il candore tipico dei giovani, chi non si oppone col voto all’impianto (e/o non si astiene come era lecito fare e come è stato liberamente fatto dalla consigliera Cocco) risulta: favorevole!

Non possono esistere artifizi dialettici o, peggio, patetiche arrampicate sugli specchi per mascherare la propria posizione.

L'elementare, legittima e molto pacata riflessione di Gianmarco Cappai invece, è stata respinta in maniera veemente dal Sindaco che si è prodotto in un tentativo goffo ed imbarazzante per impedire ripetutamente a Gianmarco di parlare. Una reazione scomposta, immotivata, e doppiamente grave, sia sul piano etico-politico sia su quello regolamentare. Speriamo vivamente di non dovervi assistere più ma, al bisogno (diversamente da questa inattesa occasione in cui siamo rimasti sconcertati e sorpresi), saremo certamente tempestivi nel ricordare all’ancora evidentemente inesperto Sindaco, che non siede più sui banchi del Consiglio come consigliere di minoranza ma che ne è il Presidente e come tale garante delle prerogative di ogni consigleire, nessuno escluso. In questo, lo aiuterà certamente riavvolgere il nastro dei suoi trascorsi dieci anni in minoranza nei quali – quando ha avuto opinioni diverse – nessuno gli ha negato il diritto di esporle compiutamente senza essere interrotto o intimorito da atteggiamenti e toni di voce aggressivi e decisamente fuori luogo.

Chiusa la parentesi auspichiamo di non dover riaprire questo argomento.

Tuttavia, l’aspetto politico nuovo ed inaspettato è stato il radicale mutamento di indirizzo assunto dal Consiglio Comunale sullo scellerato progetto di costruzione di un nuovo inceneritore di capacità più che doppia rispetto al mostro attuale.

In sintesi, la nuova singolare linea politica è stata che la mozione era inaccettabile poiché il Consiglio Comunale non avrebbe alcun titolo e diritto di stigmatizzare, biasimare, condannare, censurare o (in qualsiasi altro termine del ricco dizionario italiano), genericamente “disapprovare un atto di altre Amministrazioni". Una linea in altre parole riassumibile con: “chi siamo noi per opporci”?

Come si può ragionevolmente pensare che un Consiglio Comunale non possa esprimersi contro il progetto avente ricadute importanti sul territorio e sulla popolazione da chiunque esso provenga fosse anche il consiglio dell'ONU?

A nulla è valso il richiamo al diritto dovere di ogni consigliere e ovviamente del Sindaco di esprimere liberamente ogni possibile valutazione politica e per il qual motivo ognuno di noi ha chiesto e ottenuto il voto.

Se riducessimo il Consiglio ad uno strumento di ratifica passiva di decisioni prese altrove, tanto varrebbe andarcene tutti a casa e consegnare le chiavi del Municipio al Commissario Prefettizio!

Si risparmierebbe il tempo di 12 persone, oltre i soldi e le incavolature annesse.

Ma ancora più surreali di un film sono state le giustificazioni di chi, pur di non votare la mozione, ha fatto l’analisi grammaticale di ogni singola parola necessaria a esplicitare il concetto di “contrarietà” alla realizzazione del nuovo mostro ed agli atti assunti da chicchessia per aggirare gli ostacoli sin qui incontrati, ultimo dei quali la sentenza del TAR Sardegna.

Eppure la mozione proposta era ed è di una semplicità sconcertante. Ma tant’è, abbiamo anche proposto di sostituire le parole sgradite con altre più dolci, più suadenti, più musicali, insomma niente, nemmeno a scriverle con inchiostro dai colori tenui o a tinte pastello; niente da fare!

E' risultato che pur insistendo nel dichiararsi contrarie alla realizzazione dell’inceneritore, l’ostacolo insormontabile dei verbi “stigmatizzare” e “deplorare” contenuti nella mozione era troppo audace per il sentire della rappresentanza femminile del PD in Giunta, le assessore Morittu e Nieddu che, con accenni leggermente diversi, si son entrambe espresse argomentando il voto contrario alla mozione.

Tentativi di salti mortali ed avvitamenti degni di miglior causa solo per allineata e quieta (quanto incomprensibile) obbedienza alla nota linea del Sindaco e del suo partito ed evitare che dall'augusto (sic!) Consiglio Comunale di Silanus arrivasse per l'ennesima volta in 7/8 anni, un atto politico contrario all’inceneritore ed ai suoi sponsor politici a Macomer ed a Cagliari.

Ovviamente nelle suggestive dichiarazioni di voto tutti si sono dichiarati  – a parole – contrari agli inceneritori, ma non da subito, … magari tra vent’anni.

Alla fine tutte le chiacchiere e i distinguo svaniscono e rimane solo l’atto politico; il Consiglio Comunale di Silanus cambia faccia, da ieri non disapprova più l’operato di tutti i soggetti (inclusa la Giunta Regionale) che da anni provano a imporre questo progetto inutile ed anacronistico e pertanto non è più da annoverare tra gli oppositori alla costruzione del nuovo inceneritore.


Gruppo Consiliare
LiberaMente Silanus

 

 

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