A destra, a sinistra, … o LiberaMente

queloin noiCome abbiamo avuto modo di dichiarare durante la presentazione della lista, la campagna elettorale è un momento unico – e bello – per entrare in contatto con molti concittadini, parenti, amici e non. Si discute, ci si presenta, si fanno promesse e si raccolgono promesse.

Tutto abbastanza normale. Abbiamo raccolto ulteriori spunti per il programma, molti incoraggiamenti, qualche critica e anche, puntuale come sempre, la fatidica domanda: “mah, siete di destra o di sinistra”?

Più che a noi, che siamo una lista civica indipendente da qualsiasi partito, questa domanda andrebbe rivolta all’altra lista, per motivi fin troppo ovvi, ma non intendiamo sottrarci alla domanda o se preferite alla garbata provocazione.

Intanto bisognerebbe intendersi su cosa si intende per destra e sinistra, poiché in questo momento storico, in Italia e dunque anche in Sardegna, siamo in piena schizofrenia valoriale, dove non si capisce più chi sta a destra e chi a sinistra. Teoricamente il PD di Renzi e di Pigliaru dovrebbero stare a sinistra, ma non sono molto dissimili nelle politiche dai loro predecessori di destra, anzi vanno in direzione ancora più netta.

Per quanto ci riguarda sono le scelte, i programmi, le visioni del mondo che determinano le politiche e non certo le qualifiche che ognuno di noi si attribuisce unilateralmente.

Gli elettori dunque in questo momento così confuso non dovrebbero preoccuparsi tanto delle qualifiche quanto di quello che effettivamente vorrebbero che si facesse per il proprio paese.

Da parte nostra, ci piace ribadire i punti cardine del nostro programma: trasparenza, qualità della vita, revisione della spesa, promozione delle nostre produzioni.

  • La trasparenza amministrativa, significa anche condivisione delle scelte, significa sottoporsi alla verifica completa e puntuale dei propri atti. La trasparenza scongiura alla radice gli abusi, proprio perché ci si espone al giudizio severo della cittadinanza. Non sappiamo se questo principio sia più di destra o di sinistra a noi sembra semplicemente giusto.
  • La qualità della vita, ossia mettere in pratica tutte quelle politiche atte ad eliminare ogni possibile causa di stress e di disagio, nonché ovviamente dei pericoli per la salute. Significa avere acqua realmente potabile, limitare le emissioni inquinanti, scongiurare le speculazioni ai danni dell’ambiente, garantire la mobilità alle persone con handicap, offrire servizi dignitosi per gli anziani e un ambiente gradevole per i bambini. Preferiamo dire questo piuttosto che nasconderci dietro un’etichetta vuota.
  • Vogliamo spendere con la massima attenzione i soldi dei cittadini, cominciando col chiederne il meno possibile. Anche uno stupido saprebbe aumentare le tasse per dare un servizio, la sfida che ci attende è esattamente opposta, potenziare la qualità dei servizi senza aumentare il prelievo. Giudichino gli elettori se è meglio essere governati da chi si pone certe priorità o da chi si presenta ad essi con la maglia del cuore.
  • Promuovere le nostre attività economiche, mai così fragili davanti alle insidie della globalizzazione è, dovrebbe essere, un dovere per quanti si apprestano ad amministrare il nostro comune. Il municipio non è ovviamente un ufficio di collocamento e nemmeno una camera di commercio comunale, ma può e deve facilitare i cittadini e le imprese del suo territorio a rimanere attivi e possibilmente crescere in modo virtuoso senza ricorrere al clientelismo ed all’assistenzialismo fine a se stesso. Giudichino gli altri se difendere la dignità di chi lavora e produce onestamente sia di destra o sinistra.

Detto questo, prima di chiederci se siamo di destra o sinistra, informatevi su chi siamo, cosa sappiamo fare e cosa abbiamo fatto, leggetevi il nostro programma e comunque la pensiate andate a votare LiberaMente.

Angelo Morittu

 

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