2018. Sfida all’Europa.

Celebrate le elezioni in Catalogna, elezioni che secondo gli intendimenti del governo spagnolo dovevano "normalizzare" e "sterilizzare" le spinte indipendentiste catalane, se non siete filo ispanici e/o completamente dipendenti dai mass-media italiani, dovrete ammettere che adesso la situazione è nettamente più complicata e che il processo costituente catalano è ormai irreversibile.

Il governo spagnolo le ha tentate tutte: ho chiuso siti web, incarcerato leader politici, commissariato e costretto alla fuga mezzo governo democraticamente eletto, militarizzato gli organi di stampa, costretto al trasferimento centinaia di aziende, impedito la propaganda elettorale indipendentista, mentre con la martellante e costosissima propaganda governativa ha costretto tutti ad andare a votare, specialmente quella famosa "maggioranza silenziosa" unionista che credeva di avere dalla sua parte.

Niente da fare, il partito del premier ha preso solo 4 seggi su 135, che insieme ai socialisti e al partito dei cittadini, si ferma al 43%. Il premier pare intenzionato a conferire l'incarico al partito dei cittadini – Ciudadanos – in quanto partito più votato, ma un governo di minoranza non potrà mai avere la fiducia, sarebbe infatti abbastanza ingenuo contare sull'appoggio di Podemos che pur non essendo schierato con gli indipendentisti è da sempre un feroce avversario del governo Rajoy.

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Consiglio Comunale del 30/11/2017

Il 30 novembre 2017 presso l’aula consiliare “G.Fiori” si è svolto il Consiglio Comunale.

Un Consiglio Comunale prettamente tecnico e molto sbrigativo, tempo 10 minuti ed è tutto finito. Sbrigativo anche perché il Sindaco e la sua parte di maggioranza si sono resi conto di non aver il numero legale che li potesse rappresentare qualora noi avessimo deciso di abbandonare l’aula, ma ancora una volta abbiamo dimostrato il nostro voler partecipare attivamente alla vita politica indifferentemente dal tipo di ordine del giorno che il Consiglio Comunale prevede; infatti risultavano presenti le seguenti persone: Arca, Arca F., Cuccui, Madeddu F., Mura, Nieddu per la maggioranza, Cappai, Cherchi, Cossu, Tola, per l’opposizione e assenti Cocco, Morittu, Zolo.

Ci teniamo a specificare comunque che non spetta a noi garantire il numero legale, a maggior ragione quando si tratta di approvare degli atti presentatici nel loro termine ultimo, come in questo caso il 30 novembre.

I due punti all’Ordine del Giorno riguardano la variazione del bilancio per il triennio 2017-2019 e il P.L.U.S. (servizi alla persona).

Ci siamo astenuti per il primo punto, sempre per gli stessi motivi più volte ribaditi anche negli scorsi resoconti del Consiglio Comunale, mentre abbiamo votato a favore per il P.L.U.S., poiché condividiamo l’aiuto e il sostegno, in qualsiasi forma esso sia, verso i più bisognosi. Tra gli assenti alla votazione proprio l’assessore competente in materia, Rita Morittu. 

Consiglio Comunale del 10/11/2017

Il 10 novembre 2017 presso l’aula consiliare “G.Fiori” si è svolto il Consiglio Comunale.

Prima di aprire la seduta viene votata a maggioranza la proposta presentata dalla nostra Capo Gruppo Donatella Cherchi, di voler modificare ed inserire come ordine del giorno una mozione riguardante gli avvenimenti catalani. Con votazione di 6 favorevoli e 5 contrari viene accettata la proposta. Sarà discusso come ultimo punto.

 

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Elezioni politiche 2018.

Una famosa canzone di Giorgio Gaber intitolata “Destra, Sinistra” si interrogava già nel 1994 su quali fossero le differenze sostanziali, più che altro idealistiche, delle due principali correnti di pensiero ancora presenti e soprattutto ben definite in Italia: la destra, la sinistra. Oggi, non è più così. Chi governa a livello parlamentare o decide di farlo non si identifica in un ideale politico, ma principalmente sceglie in base alla poltrona più calda, più resistente e durevole nel corso del tempo. Infatti, non a caso, si assiste spesso e volentieri a passaggi e trasferimenti da un partito all’altro, cambi di ruolo più o meno rilevanti. Un minestrone senza ideologie ma col portafoglio pieno.

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Consiglio Comunale del 27-09-2017

Il 27 settembre 2017 presso l’aula consiliare “G.Fiori” si è svolto il Consiglio Comunale.

Prima di aprire la seduta viene votata a maggioranza la proposta presentata dal Capo Gruppo di maggioranza, Zolo, di voler inserire come ordine del giorno un documento di solidarietà nei confronti del popolo catalano.

Per una semplificazione di lettura verrano elencate prima le cose per cui abbiamo votato a favore con una piccola descrizione, dove non c’è stato il bisogno di una discussione, poi gli altri punti all’ordine del giorno.  

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Solidarietà alla Catalogna

Sta catturando l’attenzione di tutto il mondo il contesto nel quale la Catalogna si avvia al referendum del 1 ottobre, promosso dalla Generalitat de Catalunya (governo della Catalogna) che ne ritiene l’esito vincolante per ottenere l’indipendenza della regione dalla Spagna, con il conseguente passaggio da monarchia parlamentare a repubblica.

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PIANO PARTICOLAREGGIATO – RIFIUTI RADIOATTIVI

Il 13 settembre 2017 presso l’aula consiliare “G.Fiori” si è svolto il Consiglio Comunale.

Un consiglio abbastanza veloce, più che altro tecnico.

Dopo aver approvato, come consuetudine, i verbali della seduta precedente si è passati alla discussione degli altri punti all’ordine del giorno.

  • Piano Particolareggiato del centro storico di Silanus, adozione provvisoria.

In aula era presente l’ingegnere Barracu di METASSOCIATI, che ha essenzialmente esposto l’iter procedurale subito dopo aver adottato il Piano Particolareggiato; ovvero: una volta pubblicato sul BURAS ci saranno 60 giorni di tempo dove chiunque abbia interesse ad apportare delle modifiche al piano può fare delle osservazioni presentando apposita modulistica fornita attraverso il sito comunale.

Nella fase successiva tutte le osservazioni pervenute, ovviamente protocollate, verranno esaminate una ad una e ci saranno i pareri relativi a queste osservazioni, qualora esse verranno ritenute valide serviranno ad integrare il piano particolareggiato precedentemente stilato, fatte votare dal consiglio comunale e come ultima tappa trasmesse all’ufficio tutela di Nuoro.

Nulla è cambiato nella stesura del “nuovo” progetto rispetto a quello presentato in consiglio comunale il 29 dicembre 2016, se non la correzione dei refusi, dovuti ad un copia/incolla da un piano particolareggiato all’altro.

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L’esempio dei “cardisti”

gandhi_6Questo sovranismo mi stressa. Dovevo limitarmi a scrivere del sovranismo di governo e adesso mi devo dilungare anche sul sovranismo costituzionale, spero si diano una calmata prima che ci propinino il sovranismo cosmico.

Il sovranismo costituzionale ci è stato frombolato, con tanto di preambolo, in questo caldo, caldissimo agosto 2017, probabilmente la scarsa idratazione e le temperature torride hanno contribuito ad accelerare la genesi di questo primo germe di Costituzione Sarda.

In verità, forse per il proliferare di carnevali estivi, questa iniziativa è stata accolta con frizzi e lazzi un po' da tutti, specie dai conservatori dello status quo, poiché agosto si sa, è tempo di fare la conserva e non le costituzioni.

Innanzitutto bisogna cercare un termine breve per identificare gli appartenenti al Partito dei Sardi, sardisti non fa', c’è il copyright del PSdAz, sovranisti è troppo generico, in mancanza di un termine definitivo, provvisoriamente li chiameremo cardisti, neologismo direttamente derivato dal partito dei cardi, altro nome affettuoso con cui il popolo della rete, della sottospecie murrungiona, identifica il PdS.

Ebbene, con un autentico colpo di teatro i cardisti hanno regalato alla Sardegna e ai sardi un prototipo di carta costituzionale, un telaio dove imbastire la legge fondamentale della futura Repubblica di Sardegna, un esperimento generoso messo a disposizione di tutti i sardi di buona volontà che volessero contribuire al suo perfezionamento.

Tanto filantropismo politico però non è stato accolto con grande entusiasmo dai sardi, paradossalmente nemmeno dagli indipendentisti galattici, quelli di quella famosa galassia, con o senza partito, dove da qualche anno ha portato la residenza anche il sottoscritto. Più che galassia, in realtà sembriamo girini in uno stagno.

Perché tanto odio, invidia, sarcasmo, sufficienza da parte di fratelli della stessa sponda?

Intanto si sa, i sardi sono diffidenti per natura, vivono i cambiamenti con grande prudenza, specialmente nelle transizioni epocali, come accadde per esempio in occasione del referendum sulla monarchia, dove i sardi per non rischiare preferirono tenersi il re.

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